di Maria Luisa Patruno (l'Adige, 1 dicembre 2009)
Il federalismo fiscale costerà al Trentino una riduzione secca dei trasferimenti da parte dello Stato di 550 milioni di euro l'anno, a cominciare dal prossimo. Se si considera che il bilancio della Provincia di Trento è di 4.550 milioni di euro (finanziaria 2010), si capisce che si tratta di un taglio tutt'altro che trascurabile, che peserà sulle casse dell'autonomia negli anni a venire. L'accordo finanziario tra Stato e Provincia di Trento (insieme a quella di Bolzano), che diventerà emendamento alla legge finanziaria nazionale e darà attuazione ai principi del federalismo fiscale, è stato siglato ieri pomeriggio a Milano - simbolica sede del verbo leghista - dai ministri all'Economia, Giulio Tremonti, e alla Semplificazione, Roberto Calderoli, con il presidente della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai, e il collega bolzanino Luis Durnwalder. I tagli per 750 milioni di euro. Spariscono quasi tutti i trasferimenti che non sono compresi nei 9 decimi delle imposte riscosse in provincia di Trento garantiti dallo Statuto di autonomia, fatti salvi i 50 milioni di euro l'anno per funzioni statali delegate, che rimangono (viabilità statale, motorizzazione civile, collocamento al lavoro, catasto e opere idrauliche). Per il resto, viene cancellata la quota variabile delle imposte pari a 270 milioni di euro; la somma sostitutiva sull'Iva all'importazione, che vale 300 milioni di euro; i trasferimenti statali per leggi di settore (edilizia, istruzione, sanità e politiche sociali) per 80 milioni di euro. Graveranno invece come costi aggiuntivi al bilancio provinciale gli oneri - altri 100 milioni - per nuove deleghe che saranno trasferite dallo Stato alla Provincia. In totale dunque i minori trasferimenti arrivano a 750 milioni di euro. Deleghe su Università di Trento e ammortizzatori sociali. Il Trentino ha chiesto le deleghe in materia di Università (si assumerà tutti i costi di finanziamento dell'Università di Trento che oggi sono a carico dello Stato) e le funzioni di gestione degli ammortizzatori sociali, ivi compresa la possibilità di avvalersi dell'Inps sulla base di accordi con questo. La Provincia di Bolzano ha chiesto deleghe diverse su Rai Bozen, Poste, scuola. Per rendere operative le nuove regole sarà necessaria l'approvazione di specifiche norme di attuazione su cui sarà chiamata ad esprimersi la Commissione dei 12. L'emendamento alla Finanziaria prevede che le norme siano approvate entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge. Comuni di confine. All'interno dei 100 milioni di oneri aggiuntivi per nuove deleghe figurano anche i 40 milioni che ciascuna delle due Province di Trento e Bolzano dovrà destinare a progetti di collaborazione con i comuni di confine delle Regioni a statuto ordinario (Veneto e Lombardia). Quella che era nata come un'iniziativa del presidente trentino Dellai per placare il governatore veneto Galan, che accusava le vicine autonomie speciali di essere troppo ricche e privilegiate, viene ora istituzionalizzata nel patto che disciplina le relazioni finanziarie fra Trentino e Stato ed estesa anche all'Alto Adige. Aumentano i 9 decimi di 200 milioni. L'accordo, in compenso, aumenta la quota fissa dei 9 decimi delle imposte (nel 2009 è stata di 3 miliardi e 700 milioni) di altri 200 milioni di euro, facendovi rientrare il gettito delle accise sul gasolio da riscaldamento, benzina e oli da autotrazione, l'Ires (imposta sui redditi delle persone giuridiche), le quote sul gioco e altre. Sbloccati gli arretrati. Lo Stato sblocca i trasferimenti delle «quote variabili» arretrate non ancora pagate, per circa 1,5 miliardi di euro più quanto dovuto sulle leggi di settore (50 milioni dal 2003) ovvero 400 milioni di euro e altri crediti per un totale di 4 miliardi . Saranno pagati a rate di 250 milioni l'anno fino al 2018. Questo compenserà per i primi anni le minori entrate. I tagli previsti da questo accordo non andranno comunque a stravolgere il bilancio provinciale già predisposto per il 2010, perché erano attese queste minori entrate. Nuovi tributi locali. Si prevede la possibilità della Provincia di istituire nuovi tributi locali (comunali) e modificare le aliquote dei tributi locali istituiti con legge statale (esempio Irap) nei limiti delle aliquote superiori definite dalla norma statale. «C'è un'impostazione molto centralista - ha commentato però il presidente Dellai - sull'autonomia fiscale». Intesa sui controlli fiscali. Il nuovo sistema statutario delle relazioni finanziarie firmato ieri tra Stato e Province di Trento e Bolzano prevede anche che «le attività di accertamento dei tributi nel territorio delle due province sono svolte sulla base di indirizzi e obiettivi strategici definiti attraverso intese tra ciascuna Provincia e il ministro dell'Economia». «Gli accertamenti - spiega Dellai - saranno tarati sulla realtà trentina perché vogliamo un fisco amico delle imprese».
(l'Adige, 1 dicembre 2009)