Rovereto . Mart . Auditorium Melotti | 2-3 FEBBRAIO 2006
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Il Comitato direttivo eletto dal 16° congresso della Cgil del Trentino ha confermato Ruggero Purin nel ruolo di segretario generale della Confederazione. L'elezione è avvenuta con 70 voti a favore, 17 contrari e 3 astenuti.
Riportiamo il testo del documento conclusivo approvato dai 255 delegati del congresso (tutti favorevoli tranne due contrari e 22 astenuti).
Il 16° Congresso della CGIL del Trentino, tenutosi a Rovereto il 2 e 3 febbraio del 2006 approva e fa propria la relazione introduttiva del Segretario generale uscente Ruggero Purin ed assume il contributo degli interventi dei delegati e le conclusioni di Titti di Salvo della Segreteria nazionale della CGIL.
La CGIL è impegnata ed intende mantenere un ruolo importante nel movimento per la pace. L’affermazione della pace e il ripudio della guerra sono strettamente connessi con la promozione e l’estensione dei diritti del lavoro e con la tutela dell’ambiente e l’ampliamento delle possibilità di sviluppo sostenibile in Italia, in Europa, nel mondo. Per questo, in coerenza con l’articolo 11 della Costituzione, la CGIL chiede l’immediato ritiro delle truppe dall’Iraq.
È un impegno fondamentale di ogni sindacato il ripudio della violenza e del terrorismo nel nome della dignità e dell'integrità di ogni vita umana.
La CGIL è impegnata nella difesa della Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla lotta al fascismo, dei suoi principi fondanti, dei suoi valori e della centralità che essa assegna al lavoro.
La CGIL sostiene il referendum abrogativo delle modifiche costituzionali recentemente approvate che ritiene lesive della idea di democrazia e di coesione sociale perché minacciano le regole fondanti e il rapporto tra i poteri istituzionali dello stato.
La CGIL è impegnata a riaffermare i diritti di cittadinanza e la laicità dello stato. Per questo ha fatto propria la mobilitazione delle donne in difesa della legge 194 e delle libertà femminili, tappa importante della quale è stata la straordinaria manifestazione di Milano del 14 gennaio scorso.
Dopo il fallimento della Bossi-Fini, la complessa realtà dell’immigrazione richiede politiche di programmazione dei flussi, di accoglienza e di integrazione, aperte e lungimiranti che garantiscano alle persone migranti l’accesso, in condizioni di parità, al sistema dei diritti sociali, civili e politici.
Le politiche di questo governo, improntate al taglio delle risorse per gli interventi sociali e dei servizi degli enti locali, dopo cinque anni consegnano al futuro un paese più disgregato, più diviso, più insicuro dal punto di vista economico, sociale, della qualità della vita democratica e dell’etica pubblica. Un paese dove queste politiche hanno impoverito lavoratori dipendenti e pensionati, dove sono cresciute le disuguaglianze e la precarietà, dove intere fasce di popolazione, a partire dai giovani, rischiano la povertà e sono senza protezioni e assicurazioni sociali e previdenziali degne di questo nome. Si sono invece arricchiti i possessori di rendite finanziarie, gli evasori fiscali di ogni tipo, è cresciuta l’illegalità.
La CGIL ritiene indispensabile il mantenimento di due livelli di contrattazione, riaffermando il ruolo del contratto nazionale di lavoro quale luogo privilegiato di garanzia dei diritti fondamentali per tutte le lavoratrici e i lavoratori e di redistribuzione del reddito e perseguendo il rafforzamento e l’esigibilità del secondo livello di contrattazione, aziendale o territoriale, quale momento nel quale si colgono le specificità delle singole realtà o comparti produttivi.
Anche il Trentino risente in maniera significativa della pesante situazione economica nazionale, della perdita di competitività del paese, di cinque anni di mancata crescita, della riduzione delle risorse per il welfare.
È quindi importante difendere e utilizzare al meglio gli spazi consentiti dall’autonomia per mettere in campo scelte che indirizzino l’economia trentina verso uno sviluppo sostenibile e di qualità e rafforzino la coesione sociale attraverso coerenti interventi sulle politiche sociali e del lavoro.
Le difficoltà che sta attraversando il sistema produttivo trentino, in particolare in parti significative del comparto manifatturiero, richiedono l’attuazione di politiche provinciali rivolte:
al sostegno e alla diffusione della innovazione e della qualità nelle imprese a tutti i livelli;
al sostegno alla crescita dimensionale delle imprese;
allo sviluppo delle filiere legate alle risorse locali (legno, agroalimentare, porfido e pietra)
al sostegno a comparti di medie imprese ben strutturati (cartario, alcune filiere del meccanico);
all’attenzione alle esigenze del nucleo importante di piccole e medie imprese dell’industria e dei servizi;
alla attivazione del “distretto tecnologico risorse energetiche, ambiente, edilizia”.
Nel rispetto di un’efficace e rigorosa gestione delle risorse finanziarie, è inoltre importante che la Provincia sappia mantenere un costante livello di spesa per investimenti pubblici, opere, servizi e infrastrutture.
Tutto ciò deve avvenire coltivando il senso del limite e della responsabilità verso il nostro fragile territorio montano e verso le generazioni future. Le priorità per lo sviluppo del Trentino che la CGIL sostiene vanno proprio in questa direzione. Creare ricchezza partendo dalla valorizzazione oculata e responsabile del patrimonio ambientale è la scommessa da vincere per il prossimo futuro. Intorno a questo obiettivo vanno raccolti tutti gli attori dell’economia e della società trentina: dall’associazionismo ambientalista agli istituti di ricerca, dagli enti locali alle imprese.
Nel dettaglio, l’acqua come bene pubblico, la salvaguardia dell’ambiente montano e la crescita di un turismo a basso impatto ambientale, il corretto ciclo dei rifiuti con l’ambizioso traguardo di Zero Waste, la tutela dell’aria con interventi strutturali in linea con il protocollo di Kyoto, sono alcune delle tante questioni ambientali ancora da risolvere.
Il sistema trentino di politiche del lavoro costruito negli ultimi 20 anni va mantenuto e migliorato. È possibile migliorare sul versante dei servizi per l’impiego, potenziando, ad esempio, il servizio per la ricollocazione di gruppi di lavoratori licenziati per crisi o chiusure.
La CGIL rivendica un impegno maggiore da parte del sistema delle imprese nella rioccupazione dei lavoratori espulsi per contenere una lista di mobilità che ha raggiunto livelli preoccupanti
Va mantenuto il “progettone”, strumento indispensabile per ricollocare in attività lavoratrici ultraquarantacinquenni e lavoratori ultracinquantenni espulsi dalle aziende.
Sono di grande importanza le azioni previste dal piano di politica del lavoro per garantire occasioni di inserimento occupazionale per fasce deboli, situazioni di disagio o di svantaggio sociale .
È necessario combattere l’illegalità e il lavoro nero e promuovere la tutela della salute e della sicurezza su lavoro. Vanno migliorate le tutele e le assicurazioni sociali per le tipologie di rapporto di lavoro che ne sono prive.
Occorre promuovere la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e la sicurezza. La precarietà deve essere contrastata in tutte le sedi contrattuali e istituzionali deputate, a partire dall’eliminazione del blocco delle assunzioni a tempo indeterminato nel pubblico impiego provinciale. Alla Provincia la CGIL chiede anche un accordo quadro che rafforzi i diritti del personale assunto in via straordinaria con contratti atipici, oggi privi delle normali tutele accordate agli altri lavoratori.
Su questi contenuti non è più rinviabile la definizione della legge provinciale di riforma delle politiche del lavoro sulla quale si discute da oltre un anno.
Sul versante istruzione e formazione l’obiettivo delle politiche provinciali deve puntare a portare tutti i giovani almeno ad un diploma di scuola media superiore o ad una qualifica professionale, eliminando la dispersione scolastica; è necessario aumentare il numero dei laureati e potenziare la formazione continua e permanente degli adulti; è urgente il varo della normativa sull’apprendistato sulla base dell’accordo tra Giunta provinciale e parti sociali dell’estate 2005.
La CGIL ribadisce con forza la necessità che la riforma dell’istruzione rispetti in pieno l’autonomia scolastica, le competenze contrattuali, l’unicità del sistema scolastico e la centralità dell’istruzione pubblica. Va infine chiarito l’assetto futuro della formazione professionale, rafforzando il rapporto con le parti sociali nella programmazione delle attività formative e garantendo un raccordo con le politiche del lavoro e della formazione di base.
Nella cultura e nel progetto politico della CGIL le politiche sociali e di assistenza, ben lungi dal costituire un costo per la collettività, sono un irrinunciabile fattore dello sviluppo economico e della coesione sociale.
La complessa evoluzione della società trentina richiede una legge di riforma del welfare provinciale in grado di offrire efficaci risposte ai bisogni vecchi e nuovi dei cittadini. La CGIL ritiene che il disegno di legge debba organicamente recepire gli orientamenti e i principi della legge 328/2000, la legge di riforma dell’assistenza fortemente voluta dai pensionati e dai lavoratori. Serve, quindi, una rete di servizi e di interventi sociali che garantisca i livelli essenziali delle prestazioni sull’intero territorio provinciale, la cui programmazione e organizzazione devono costituire una precisa responsabilità delle istituzioni locali. Per la CGIL del Trentino è assolutamente inaccettabile l’idea di un ente pubblico che si preoccupi di garantire solo servizi minimi: la tutela dei più deboli non può essere lasciata al mercato, ma nemmeno agli interventi di uno stato minimo perché, se così fosse, i più deboli non sarebbero tutelati.
Per altro, senza la definizione dei livelli essenziali di assistenza risulterebbe fortemente manchevole il progetto di costituzione del fondo per le persone non autosufficienti alla cui elaborazione la confederazione e lo SPI CGIL hanno contribuito in maniera decisiva.
Nelle politiche di assistenza sanitaria centrale deve rimanere il ruolo del servizio pubblico che deve al contempo assicurare prestazioni ospedaliere qualitativamente elevate e un’efficace rete territoriale di servizi ambulatoriali.
Altro terreno dell’impegno della CGIL è stato il confronto sulla elaborazione di una nuova politica abitativa capace di fornire soluzioni alle nuove forme di disagio abitativo, introducendo anche nuovi strumenti di sostegno sociale quali il canone moderato. L’impegno della CGIL ha consentito di modificare radicalmente un testo originariamente inadeguato e confuso. Si tratta ora di sviluppare un’iniziativa rigorosa nella elaborazione del regolamento di attuazione che definisca canoni socialmente sostenibili per le famiglie che accedono agli alloggi ITEA e di quelle che oggi sono costrette a subire gli intollerabili costi della locazione privata.
La Provincia di Trento governa il fenomeno dell’immigrazione con strumenti del tutto inadeguati rispetto alle caratteristiche quantitative e qualitative della nuova realtà del Trentino multietnico. Occorre definire un sistema organico di strumenti e di politiche che consentano di realizzare nei vari settori della vita economica e sociale una vera integrazione.
La CGIL è per il mantenimento e il rafforzamento del sistema pubblico nella gestione di servizi sociali fondamentali e contro l’assegnazione selvaggia a privati di pezzi di funzioni pubbliche attraverso le esternalizzazioni.
Su questo versante la riforma istituzionale può essere o un momento importante di razionalizzazione e di recupero di efficienza della pubblica amministrazione o una altra occasione persa e un ulteriore appesantimento burocratico. Nell’attuale formulazione, la riforma sembra avvalorare la seconda ipotesi.
A partire da quanto espresso finora, è evidente che il patto concertativo non ha raggiunto i risultati attesi. Sono ancora troppe le cose che ci trovano in contrasto con la Giunta provinciale. La CGIL riafferma la necessità che la Giunta dia un segnale di discontinuità rispetto allo stato attuale del confronto per chiudere con maggiore condivisione la seconda parte della legislatura.
La crescente frammentazione dei processi produttivi e la precarizzazione del lavoro, la presenza sempre più massiccia di migranti hanno moltiplicato la domanda di tutela individuale durante tutte le fasi della vita lavorativa e sociale dei cittadini. Per intercettare questa crescente massa di bisogni, la CGIL del Trentino vuole valorizzare il sistema dei servizi e dotarsi di un modello organizzativo sempre più democratico, partecipato e plurale.
Oltre ad organizzare efficaci esperienza di formazione dei quadri, l'obiettivo prioritario della CGIL del Trentino è quello di costruire una maggiore integrazione fra attività politico-sindacale e attività di servizio, garantendo ad esse un riconoscimento paritario e reciproco nello svolgimento del loro specifico ruolo.
La CGIL del Trentino intende inoltre promuovere a tutti i livelli dell’organizzazione un processo di rinnovamento ed anche di ringiovanimento del gruppo dirigente, basato sulla valorizzazione delle competenze ed insieme della disponibilità a sviluppare un impegno costante e condiviso nella rappresentanza e nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’assunzione di questa scelta rappresenta per la CGIL del Trentino il modo più efficace per celebrare i 100 anni della nostra organizzazione preparandosi in tempo per dare risposte incisive ai cambiamenti sociali in atto.
3 febbraio 2006

La prima giornata del congresso (2 febbraio)
Cgil, Purin fa il bis e ammonisce Dellai
"Senza svolta prenderemo provvedimenti"
Purin segretario con il 20% di no (4 febbraio)
Una Cgil più «dura» conferma Purin
Purin: "A Dellai chiediamo una svolta" (3 febbraio)
"Lavorincorso": la mostra e il video sul sito del Centenario Cgil
NIDIL (nuove identità di lavoro)
12/12/2005
Sala Aldo Gabardi (via Muredei)
programma
FILCAMS (commercio, turismo)
14/12/2005
Hotel Adige Mattarello
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documento conclusivo
FIOM (metalmeccanici)
16/12/2005
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documento conclusivo
FILT (trasporti)
16/12/2005
Istituto Enaip di Villazzano
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FLC (conoscenza)
17/12/2005
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FP (funzione pubblica)
20/12/2005
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invito
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FILCEM (chimica, energia)
10/01/2006
Hotel Adige
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documento conclusivo
FILTEA (tessile)
11/01/2006
Hotel Adige
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documento conclusivo
FLAI (agroindustria)
12/01/2006
Hotel Adige
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documento conclusivo
SLC (comunicazioni)
13/01/2006
Hotel Adige
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FISAC (credito, assicurazioni)
14/01/2006
Hotel Adige
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documento conclusivo
FILLEA (edilizia)
17/01/2006
Hotel Adige
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documento conclusivo
SPI (pensionati)
19-20/01/2006
Hotel Adige
programma
documento conclusivo
CGIL
2-3/02/2006
MART di Rovereto
programma