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Ufficio vertenze Cgil. Nel 2016 recuperati 3,6 mln di euro dei lavoratori

Attività in crescita: lo scorso anno state avviate più di mille pratiche e oltre 1400 dimissioni online. La maggior parte delle vertenze riguarda recupero crediti e fallimenti

Ufficio vertenze Cgil. Nel 2016 recuperati 3,6 mln di euro dei lavoratori


Lo scorso anno l'Ufficio vertenze-legale della Cgil del Trentino ha riportato nelle tasche dei lavoratori 3,6 milioni di euro, in leggero incremento rispetto al 2015. Negli ultimi cinque anni la cifra recuperata ha superato i 15,7 milioni di euro. Dati importanti che dimostrano quanto la crisi economica stia ancora pesando sulle condizioni dei lavoratori e sul rispetto dei loro diritti.

Non è sempre semplice, inoltre, far ottenere ai lavoratori quanto da loro dovuto. Attualmente sono 1,65 milioni di euro, tra salari e Tfr, che l'Inps non ha ancora liquidato attraverso il fondo di garanzia e ci sono al momento 1.940 lavoratori in qualche modo coinvolti in procedure concorsuali oltre ad altri 200 lavoratori le cui domande stanno per essere presentate per il pagamento nelle prossime settimane.

Nella maggioranza dei casi le motivazioni che spingono i lavoratori a rivolgersi all'Ufficio vertenze sono la necessità di recuperare crediti nei confronti del proprio titolare o per procedure concorsuali, in primis i fallimenti. Proprio questa ultima tipologia ha fatto segnare negli ultimi anni un significativo incremento, anche questo segno della crisi economica. Lo scorso anno la pratiche aperte dall'Ufficio vertenze sono state 1.036, in lieve crescita rispetto all'anno precedente. A queste si sommano le pratiche per le dimissioni online, pari a 1.412, che portano il numero totale a 2.373. Nello stesso periodo dell'anno le pratiche chiuse sono state 921 (al netto delle dimissioni online), a cui si aggiungono 132 casi inviati ai legali che seguono i lavoratori che si affidano al sindacato. Il numero di pratiche concluse direttamente dall'Ufficio vertenze è cresciuto sia per effetto delle nuove norme sul lavoro sia per le difficoltà in cui versa il sistema economico anche trentino.

I lavoratori si rivolgono all'Ufficio vertenze della Cgil, al netto dei casi di dimissioni online, per recuperare mancati pagamenti (275 pratiche) e per essere seguiti nelle procedure concorsuali, in particolare i fallimenti (455 pratiche). Proprio i fallimenti rappresentano circa il 40 per cento dell'attività svolta nel corso del 2016, con un trend in continua crescita dal 2011, a dimostrazione di quanto la crisi stia incidendo sul tessuto economico locale e, dunque, sui lavoratori. Prima del 2011 la maggior parte delle vertenze veniva avviata per recupero crediti, il più delle volte per mancati pagamenti. Il peggioramento economico ha portato ad un aggravamento delle situazioni di difficoltà in molte aziende e, dunque, al fallimento.

Nel 2016, infine, sono state avviate 196 vertenze per violazioni contrattuali; in questo caso la maggior parte delle volte il lavoratore si rivolge all'Uvl per l'impugnazione del contratto a termine o per licenziamento.

I contenziosi riguardano per l'80 per cento dei casi lavoratori a tempo indeterminato, anche se negli anni si evidenzia un trend crescente di persone con contratti precari che si rivolgono all'Ufficio vertenze. La distribuzione per settori rispecchia l'andamento economico generale con una maggiore incidenza di vertenze nei comparti caratterizzati da maggiore conflittualità come nel commercio o più colpiti dalla crisi come l'edilizia a cui sono riconducibili il 20,5 per cento di tutte le pratiche aperte lo scorso anno, segue il metalmeccanico.



14 aprile 2017

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