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Assistenza domiciliare: problema flessibilità

I sindacati: «Serve imprimere una svolta all’intero settore»

Istituzione di una banca delle ore straordinarie codificata in accordo con le organizzazioni sindacali come previsto dai contratti, da poter monetizzare o fruire come riposo; calcolo del tempo effettivo dello spostamento da un luogo di lavoro all’altro; indennizzo in caso di immediati cambi di programma lavorativo settimanale. Sono questi alcuni degli elementi più innovativi contenuti nella bozza di accordo sindacale proposta alla Cooperativa sociale Vales di Rovereto da Fp Cgil, Cisl Fisascat e Uil Fpl.

Pur nell’assenza di un tavolo contrattuale provinciale, più volte sollecitato alla Federazione delle Cooperative, le organizzazioni sindacali hanno deciso di puntare sulla contrattazione decentrata sull'argomento “assistenza domiciliare”: infatti il tema, che oggi interessa la Vales, operante in Vallagarina e in Valsugana, ha effetti su tutto il settore, caratterizzato da grandissima flessibilità richiesta alle lavoratrici (quasi tutte donne). Questo settore è inoltre caratterizzato, oggi, dagli appalti pubblici aggiudicati alle cooperative sociali, ma fino a qualche anno fa la gestione del servizio era in capo direttamente a Comuni e Comunità di Valle, che lo erogavano con propri dipendenti, su programmazione provinciale.

Per scaricare i costi e l'organizzazione, nel tempo la Provincia ha preferito la strada degli appalti, delegando in sostanza la gestione del servizio al terzo settore. In questo passaggio le organizzazioni sindacali sono più volte intervenute a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, monitorando la flessibilità, spesso utilizzata a danno delle dipendenti e cercando, quindi, di far emergere le problematicità del settore. A oggi però non esiste un accordo sindacale provinciale che regolamenti in modo puntuale le nuove specifiche esigenze del settore, la cui assenza si riversa negativamente sul benessere delle lavoratrici.

Entriamo nel merito. Alla riunione presso Vales che si è tenuta nei giorni scorsi erano presenti Fp Cgil con Gianna Colle, Cisl – Fisascat con Ermanno Ferrari, Uil – Fpl con Marcella Tomasi, con le relative delegate interne. Al tavolo, le tre sigle hanno portato una prima bozza di accordo, la cui premessa contiene i nodi principali di un settore in cui gli appalti impongono interventi su territori vasti e dunque in sedi di lavoro diverse che corrispondono al domicilio degli utenti, e Vales (al pari di altre) retribuisce il tempo di trasferimento in modo forfettario.

Una delle proposte più interessanti è la costituzione di una banca delle ore, dove far confluire le ore lavorate eccedenti il normale orario. Le ore a credito possono essere fruite come riposo compensativo o monetizzate su richiesta del dipendente.

La bozza richiama anche alcuni istituti già previsti, come il servizio della pronta disponibilità, rispetto al quale va garantita, secondo i sindacati, un’indennità oraria lorda di 3,55 euro, da riconoscere per un minimo di 7 ore giornaliere. Si chiede anche, in tal senso, il rispetto di un equo meccanismo di rotazione del personale. I sindacati vogliono indennizzi per le modifiche dei programmi di lavoro settimanale e per la flessibilità richiesta; si chiede inoltre che i tempi di trasferimento vengano calcolati sul reale tempo necessario, riconoscendoli come orario di lavoro giornaliero.

 

 

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