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Mercato del lavoro. A marzo in Trentino i disoccupati sono il 5,8%

Senza lavoro in calo rispetto ad un anno fa. Ianeselli (Cgil del Trentino). “Ora devono crescere stipendi e qualità del lavoro”

Mercato del lavoro. A marzo  in Trentino i disoccupati sono il  5,8%

Nuovo dato positivo sul fronte del mercato del lavoro in Trentino. A marzo il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8 per cento, rispetto al 7,3 per cento dello stesso periodo dell'anno precedente. Lo conferma l'Istat nell'analisi sulle forze lavoro relative al primo trimestre di quest'anno.
In totale le persone in cerca di un'occupazione, in provincia, sono 14mila, quattromila in meno rispetto a12 mesi fa.
Il calo della disoccupazione riguarda sia gli uomini sia le donne: per la componente femminile la percentuale di senza lavoro è del 4,9 per cento in netto recupero rispetto al 7,3 del 2017, per la componente maschile è del 6,5 per cento rispetto al 7,2 del 2017.
Sul fronte dell'occupazione l'analisi dell'Istituto segnala un incremento della percentuale di persone con un lavoro che passa dal 65,1 per cento di marzo 2017 al 67 per cento dello stesso periodo di quest'anno. Per le donne il tasso di occupazione è del 61 per cento, per gli uomini del 72 per cento. In totale gli occupati sono 243mila.
“E' un'ulteriore conferma della ripresa in atto anche sul fronte dell'occupazione – dice Franco Ianeselli -. In Trentino, come dimostrano i dati amministrativi, c'è un progressivo consolidamento del tempo indeterminato, ma soprattutto un incremento dei contratti a termine”.
Secondo il segretario della Cgil del Trentino, però, la stabilizzazione del mercato del lavoro deve passare da una parte per un maggior rafforzamento dei contratti di lavoro permanenti e dall'altra, in quei settori e in quelle aziende caratterizzate da necessità di adattamento e stagionalità, “da un potenziamento degli strumenti di welfare per sostenere questi lavoratori e di accompagnamento per chi affronta una fase di transizione”.
Ianeselli insiste dunque sulla necessità di rafforzare l'impegno sul piano della qualità. “Per i lavoratori in azienda servono maggiori opportunità di formazione e una spinta convinta sul piano della partecipazione per gestire l'innovazione e i miglioramenti organizzativi – prosegue -. Per chi, invece, è disoccupato sono indispensabili azioni di riqualificazione professionale. Il tema, come emerso anche dall'ultimo Festival dell'Economia, non è fermare il cambiamento tecnologico, ma gestirlo per favorire la crescita. In tal senso il Patto per lo Sviluppo e l'innovazione, siglato nei giorni scorsi, individua una strada condivisa ponendo le basi per gestire in chiave positiva il cambiamento tecnologico”.
E di fronte alle aziende che non riescono a trovare sul mercato le professionalità di cui hanno bisogno Ianeselli ricorda che la difficoltà di far incontrare domanda e offerta è un limite con cui si confrontano anche molti lavoratori, spesso giovani e qualificati. “La distanza si può accorciare anche in questo caso investendo da una parte sulla rilevazione, in modo sistematico e organico dei fabbisogni delle imprese, dall'altra offrendo lavori ben retribuiti e di qualità”.




Trento, 12 giugno 2018










 

 

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