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​Agricoltura, no al ritorno dei voucher

Il 24-25-26 luglio mobilitazione dei sindacati e presidio alla Camera

​Agricoltura, no al ritorno dei voucher

Ci sarà anche una delegazione trentina alla manifestazione nazionale in programma il 24, 25 e 26 luglio prossimo contro l'ipotesi di modificare la normativa sui voucher in agricoltura. Lavoratori e delegati da tutta Italia presidieranno la Camera dei Deputati durante la discussione del decreto Dignità. La mobilitazione è stata indetta unitariamente a livello nazionale da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil.

Per i sindacati la proposta ripresa a più voci di rimettere mano al sistema dei voucher in agricoltura è inaccettabile e incomprensibile rispetto a quelle che sono le motivazioni politiche che hanno portato alla emanazione del Decreto Dignità perché prefigura un'ulteriore deregolamentazione a danno dei lavoratori occupati nel settore. “Non è accettabile pensare di ridurre la precarietà con norme ad hoc sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro somministrato e, contemporaneamente, ampliare l’utilizzo dei voucher rispetto a quanto già previsto dalla normativa, in un settore nel quale il 90% dell’occupazione è stagionale e a chiamata”. Il lavoro in agricoltura è soprattutto legato a campagne di raccolta programmabili e che permettono alle aziende agricole di organizzarsi. “La legge permette già ora di assumere i lavoratori giornalieri come una sorta di assunzione a chiamata se necessario. “Riteniamo che questa modalità di assunzione sia già abbastanza precaria – chiariscono Lorenzo Gramola (Flai Trentino), Fulvio Bastiani (Fai Trentino) e Fulvio Giaimo (Uila Trentino) -. Il problema andrebbe risolto migliorando e implementato l'organizzazione del lavoro nelle aziende agricole e non rendendo ancor più precaria l'attività lavorativa del bracciante agricolo”.

I voucher nel settore agricolo, ricordano le tre sigle, sono già disciplinati dalla legge n. 96 del 2017 che individua le aziende che possono utilizzarli e i prestatori d’opera che possono fruirne, indica gli importi orari e le modalità con le quali agricoltori e aziende possono accendere questo rapporto di lavoro a chiamata. Da quando la legge ha introdotto trasparenza attraverso un sistema telematico di gestione, l’utilizzo dei voucher è sceso in maniera drastica e, guarda caso, sono aumentate le giornate di lavoro dipendente retribuite regolarmente dalle aziende.

Dietro l’iniziativa portata avanti dal Governo, caldeggiata dalle Organizzazioni Datoriali si può leggere anche la volontà di depotenziare la Legge 199 del 2016 contro il Caporalato, facendola passare come un orpello burocratico; allo stesso tempo si rilancia la retorica dei voucher come unici strumenti per contrastare disoccupazione e illegalità in agricoltura.

“Non siamo disponibili a tornare indietro a quando i voucher venivano utilizzati da troppe aziende come salvacondotto da mostrare in caso di ispezioni in azienda”, concludono i sindacati.

 

 

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