NEWS

L'8 agosto a Caldes la festa dello Spi del Trentino

Le pensionate e i pensionati Cgil faranno il punto sulla previdenza. Il segretario provinciale Purin: serve una riforma complessiva, in grado di dare risposte ai giovani e garantire flessibilità d'uscita

L'8 agosto a Caldes la festa dello Spi del Trentino

Sono le pensioni il tema centrale della nuova edizione della Festa dello Spi del Trentino, il sindacato delle pensionate e dei pensionati della Cgil. All'ormai tradizionale appuntamento estivo, infatti, si discuterà di riforma previdenziale. Le richieste del sindacato sono chiare: superare la legge Fornero, assicurando adeguata flessibilità di uscita, dare risposte ai giovani con una pensione di garanzia e riconoscere la diversa gravosità dei lavori.

Se ne parlerà mercoledì 8 agosto a partire dalle 10,30 in località Contre, a Caldes in Val di Sole. Alla festa parteciperanno anche il segretario nazionale dello Spi Ivan Pedretti e il presidente dell'Anpi del Trentino, Mario Cossali.

“Riformare il sistema previdenziale garantendo equità è una priorità a cui non si è ancora data risposta nel nostro Paese – spiega il segretario provinciale Ruggero Purin -. Per noi è indispensabile aprire un confronto serio sulle pensioni, partendo dai punti della piattaforma unitaria discussa con il precedente governo e su cui ancora né il Parlamento né il nuovo Governo hanno dato risposte”.

Tra i punti centrali la necessità di ampliare la flessibilità in uscita per consentire ai lavoratori una maggiore libertà nell'accesso alla pensione, con un sistema di uscita a 62 anni, anche con un sistema a quote, e con 41 anni di contributi senza vincoli. Altro punto cruciale è la questione giovani. “Una vera riforma delle pensioni non può non porsi il problema di assicurare un assegno dignitoso anche alle giovani generazioni, le cui carriere lavorative sono spesso discontinue - prosegue Purin -. Senza dimenticare che i giovani lavoratori stanno pagando le pensioni di adesso con il rischio di restare poveri quando sarà il loro turno”. La proposta del sindacato è quella di una pensione contributiva di garanzia.

C'è poi la disparità di genere che penalizza le donne: il sindacato chiede di valorizzare il lavoro di cura e prorogare l'opzione donna. In tema di lavori gravosi si chiede uno sforzo in più all'esecutivo con una riforma che riconosca che i lavori non sono tutti uguali. E ancora rilanciare la previdenza complementare.

Per i pensionati di oggi lo Spi chiede di tutelare il potere d'acquisto e ridurre le tasse sulle pensioni.

Tutte le richieste a cui il contratto di governo non risponde in maniera adeguata. “Purtroppo il tema delle pensioni sembra scomparso dall'agenda del governo – insiste Purin -. E' evidente che l'esecutivo in questa fase punta su altre questioni e di pensioni non si parla quasi per niente”.

La proposta di quota 100 prevederebbe i vincoli di almeno 64 anni di età e 36 di contribuzione, e inoltre presupporrebbe il calcolo contributivo con un importo molto più basso della pensione.

Anche nel caso dei 41 anni di contributi (o come sembra 41 anni e 5 mesi), si prospetta l’ipotesi di un ricalcolo contributivo. Inoltre, il paletto relativo al massimo di due o tre anni di contribuzione figurativa ridimensionerebbe di molto la platea dei potenziali beneficiari, con il paradosso che, se venisse abrogata la norma dei 41 anni per i cosiddetti “precoci”, vi sarebbe il rischio concreto per i lavoratori tutelati (disoccupati, invalidi, lavoratori che prestano lavoro di cura o gravosi) di dover attendere molto per andare in pensione, in certi casi anche fino a 10 anni.

Inoltre, nel contratto di governo non si fa cenno ad una soluzione strutturale per riconoscere il

lavoro di cura e delle donne, l’ampliamento dei lavori gravosi, il sostegno alla previdenza complementare. Per lo Spi, invece, serve aprire subito un confronto serio e costruttivo con l'esecutivo.

La festa come ogni anno sarà anche un momento per stare insieme e condividere esperienze. E' possibile prenotare il trasferimento in pullman fino a Caldes entro il 3 agosto allo 0461 040945 oppure 0461 040111. Gli iscritti e le iscritte allo Spi del Trentino sono più di 13mila.


Trento, 31 luglio agosto 2018


 

 

TORNA SU