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Legge di stabilità, Cgil Cisl Uil: non si investe in lavoro e sviluppo

Oggi attivi unitari a Trento. Al centro del confronto anche i temi da affrontare con la nuova giunta provinciale

Legge di stabilità, Cgil Cisl Uil: non si investe in lavoro e sviluppo

La legge di stabilità non dà le risposte di cui il Paese ha bisogno per rilanciare la crescita, sostenere la competitività e soprattutto creare lavoro. Ne sono convinti Cgil Cisl Uil che hanno messo nero su bianco in una piattaforma condivisa le priorità del sindacato per la prossima manovra. Se ne è discusso oggi anche a Trento nella riunione degli attivi unitari delle tre sigle provinciali. L'incontro è servito anche per cominciare a discutere le tematiche che le confederazioni provinciali auspicano che diventino base di confronto con la nuova giunta provinciale.


Sulla manovra nazionale Cgil Cisl Uil, come ha evidenziato Angelo Colombini della segreteria nazionale della Cisl oggi presente a Trento, nutrono perplessità sullo sforamento del deficit. “Il problema non è sforare il tetto del deficit – ha chiarito il segretario nazionale - ma constatare che queste risorse non vengono usate per sostenere la crescita e creare lavoro”. Per le tre sigle sindacali, invece, “l’utilizzo degli oltre 22 miliardi di spesa previsti in deficit dalla manovra deve essere finalizzato a nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne e che prevedano investimenti in infrastrutture materiali e sociali”.

A fronte di questo sbilanciamento sulla spesa corrente mancano gli investimenti e si prevedono nuovi tagli. Insoddisfacente anche la strada imboccata con il reddito di cittadinanza. “Contrastare la povertà è una priorità per il Paese, ma la povertà non si combatte se non c'è lavoro e non si rafforzano le grandi reti pubbliche del paese: sanità, istruzione e servizi all'infanzia e assistenza”.

Sulle pensioni per Cgil Cisl Uil è positiva una base di confronto su quota 100, ma non c'è nessuna misura che riconosca i lavoratori precoci e i lavori gravosi, nulla sul lavoro di cura, nessuna proposta che vada nella direzione della costruzione di una pensione di garanzia per i giovani.

I sindacati bocciano inoltre le misure previste sul piano fiscale, sia per quanto riguarda il condono sia la flat tax, interventi che vanno nella direzione di premiare chi le tasse non le paga o non le vuole pagare.

La proposta che Cgil Cisl Uil punta invece nel rilancio degli investimenti anche pubblici per creare sviluppo e occupazione. Sul fronte fiscale si chiede una riforma basata su equità e progressività, che riduca le tasse sul lavoro, che non dia spazio a condoni e scorciatoie per gli evasori, ma imprima una svolta nella lotta all'evasione.


Quella di questa mattina è stata anche la prima riunione unitaria dopo le elezioni del 21 ottobre scorso, dunque è servita per mettere a fuoco alcune delle priorità su cui Cgil Cisl Uil del Trentino vorrebbero aprire il confronto con il nuovo esecutivo provinciale. Si parte da una posizione: i sindacati giudicheranno la nuova giunta alla prova dei fatti. Intanto questa mattina, nell'intervento conclusivo a nome di tutte e tre le confederazioni provinciali, il segretario della Cgil trentina, Franco Ianeselli si è soffermato su tre considerazioni. La prima è che la macchina pubblica trentina, al di là della retorica usata in campagna elettorale, ha dimostrato di essere efficiente di fronte all'emergenza maltempo. Ed è un aspetto di cui la nuova maggioranza dovrà prendere atto. Così come dovrà prendere atto che gli strumenti costruiti insieme alle parti sociali, come il Fondo di solidarietà trentino, sono in campo per sostenere le imprese e i lavoratori che hanno subito danni dal maltempo. Allo stesso modo Cgil Cisl Uil del Trentino hanno dato la disponibilità a sottoscrivere un accordo per devolvere l'equivalente di un'ora di lavoro dei dipendenti trentini per sostenere la ricostruzione. Modalità già sperimentata positivamente in passato insieme alle associazioni datoriali.

La seconda considerazione riguarda lo spacchettamento delle deleghe sull'economia in più assessorati. Una scelta che non convince Cgil Cisl Uil, che invece pare essere stata apprezzata dalle associazioni datoriali che in questa decisione hanno trovato risposte alle loro attese, più legate a logiche di parte, però, che ad una visione generale.

L'ultima questione è la gestione delle sfide che attendono il Trentino nei prossimi anni. Cgil Cisl Uil hanno già chiesto un incontro con il presidente Fugatti, che si appresta a presentare in aula le linee programmatiche del suo governo. Per i sindacati la direzione da seguire non potrà non tenere conto delle scelte e delle politiche da costruire per dare risposte alle sfide che il Trentino ha davanti, come la globalizzazione e il cambiamento tecnologico.

Sfide che dovranno essere gestite puntando su un insieme di strumenti per evitare conseguenze drammatiche sulle persone e l'impoverimento del nostro territorio. Cgil Cisl Uil hanno, dunque, ribadito la necessità di un forte investimento nella formazione continua per i lavoratori, non solo quando sono fuori dal mercato del lavoro, ma durante tutto il loro percorso lavorativo. E ancora politiche attive, per favorire la riqualificazione professionale dei lavoratori più anziani, ma anche per dare risposte efficaci ai giovani che devono trovare un'occupazione e che sul mercato del lavoro devono trovare proposte adeguate anche alle loro competenze.

Le risposte del sindacato sono la contrattazione e la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, nella consapevolezza che non si governa il cambiamento né si creano basi solide di sviluppo disdettando i contratti, chiedendo solo sgravi fiscali o pensando di risolvere il problema della competitività puntando sul lavoro precario.

Dopo oggi il confronto sulla manovra proseguirà nelle prossime settimane con assemblee territoriali e assemblee nei posti di lavoro.


Trento 19 novembre 2019




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