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Porfido, necessario avviare la convenzione con Centrofor

Sindacati: la sicurezza è ancora un problema aperto. Senza firma pronti alla mobilitazione

Si è discusso di sicurezza sul lavoro oggi all’assemblea dei lavoratori del porfido ad Albiano.
Fillea Cgil e Filca Cisl hanno aggiornato i lavoratori sulla convenzione fra la Commissione paritetica del settore porfido e Centrofor. Uno strumento che, nelle intenzioni del sindacato, dovrebbe imprimere un'accelerazione per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, che operano ancora in condizioni critiche. L’accordo doveva essere sottoscritto nel marzo scorso.
Prevista dall'ultimo rinnovo contrattuale del 2017 la convenzione con Centrofor avrebbe dovuto prevedere l'avvio di un monitoraggio delle reali condizioni di lavoro nelle cave trentine attraverso un'analisi puntuale, cava per cava, redatta da un tecnico incaricato da Centrofor. “Il tecnico avrebbe avuto l'incarico in una prima fase di realizzare una fotografia aggiornata delle condizioni di lavoro – spiegano Moreno Marighetti con Sandra Ferrari della Fillea e Fabrizio Bignotti della Filca -, con il compito di richiedere con una seconda visita nelle cave la correzioni di eventuali irregolarità normative ai fini della salute e sicurezza, ed informare la commissione paritetica in caso di gravi inadempienze”.
Su questo punto, però, la questione si è bloccata. Si scontrano opposte visioni: da una parte i datori di lavoro, un rappresentate dei quali presiede la commissione paritetica, che vorrebbero che il tecnico Centrofor si limitasse ad un resoconto aggiornato dello stato dell'arte; dall'altra le organizzazioni sindacali dei lavoratori per cui le inadempienze devono essere portate a conoscenza degli organi di vigilanza, affinché intervengano.

“Purtroppo la situazione nel porfido per quanto riguarda la salute e la sicurezza è critica da anni e ogni tentativo di migliorare le condizioni o solo di mettere in luce le reali criticità si scontra con la chiusura dei datori di lavoro e la paura di molti operai”, affermano.
Il sindacato sta tentando, non senza difficoltà, di arrivare alla nomina in ogni cava di un rappresentate per la salute e la sicurezza (RLS). Ad oggi ne sono stati eletti sette tra moltissime difficoltà.
“Una soluzione potrebbe essere la nomina degli RLS territoriali, staccati dal controllo diretto del datore di lavoro e messi, così, in condizione di svolgere il loro compito a tutela dei lavoratori. Anche a questo però le organizzazioni datoriali si oppongono”.

E' evidente infatti che il tema rappresenta un nervo scoperto per gli imprenditori in un settore in cui si lavora ancora con un alto rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori , ed esiste una formidabile arma di ricatto qual è il cottimo. “ Nominare un RLST o solo un RLS vuole dire avere a disposizione i documenti sulla salute e la sicurezza, poter denunciare le inadempienze, mettere alla luce le cose che non vanno”.
Nella assemblea di oggi i lavoratori del Porfido hanno condiviso con le rappresentanze sindacali la necessità di sottoscrivere urgentemente il mandato a Centrofor, ma sono consapevoli che non si riuscirà a strutturare nella cave di porfido la presenza concreta degli Rls per affiancare con una azione coordinata intervento di Centrofor, pertanto “ è assolutamente prioritario la nomina di due RLST rappresentati dei lavoratori per la sicurezza territoriali”.

Le organizzazioni sindacali di Fillea Cgil e della Filca Cisl si confronteranno con le parti datoriali nei primi giorni di dicembre, con il mandato dei lavoratori per la sottoscrizione di un accordo specifico inerente la nomina degli Rlst del porfido. “Un’eventuale chiusura da parte datoriale comporterà una calda primavera di lotta sindacale, per il miglioramento concreto delle condizioni di salvaguardia della salute e della sicurezza nelle cave di porfido”.

Trento, 20 novembre 2018

 

 

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