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Personale dei musei: «Accordo sindacale per garantire le fasi di passaggio»

Il segretario generale della Fp Cgil Luigi Diaspro e il funzionario incaricato del settore, Stefano Galvagni, hanno incontrato in assemblea questa mattina il personale dei musei, in procinto di passare ai ruoli della Provincia. Ottima la partecipazione, con una cinquantina di dipendenti dei vari istituti culturali trentini coinvolti.

È emersa una condizione di preoccupazione soprattutto per l’incertezza del processo in atto nell’imminenza della scadenza dell’1/1/2019 prevista dalla legge per il passaggio. Incertezza ingenerata anche da richieste di sospensione del percorso circolate nei giorni scorsi e dall’attesa della convocazione preannunciata dall’assessore Bisesti, cui la Fp Cgil aveva già fatto pervenire apposita istanza.

In sintesi, ecco le indicazioni emerse dal confronto con i lavoratori. Primo: questioni specifiche, quali la continuità del rapporto di lavoro, il godimento delle ferie e l’utilizzo della banca ore accumulata. Secondo: l’effettiva decorrenza del passaggio. Terzo: il grande tema dei precari, interessati a conoscere quale potrà essere il percorso della loro stabilizzazione, una volta che sia avvenuto il passaggio.

Su tutto questo, Diaspro e Galvagni spiegano: «Al punto in cui siamo le incertezze vanno definite, per quanto riguarda il rapporto di lavoro, anche attraverso un accordo sindacale che affronti la fase transitoria – ferma la decorrenza giuridico-economica del passaggio all’1/1/2019 prevista dalla legge – per garantire tutti i lavoratori sugli istituti contrattuali in essere, oltre alla definizione di quelli più direttamente riconducibili al singolo luogo di lavoro (straordinario, trasferte, banca ore, etc.). Rammentiamo che il passaggio prevede la gestione amministrativa del personale museale da parte della Provincia e la contestuale messa a disposizione dei lavoratori presso i musei dove attualmente lavorano. Quindi le preoccupazioni per eventuali mobilità o conferma delle attuali mansioni e professionalità andrebbero al più presto risolte, per non favorire allarmismi ingiustificati. Sollecitiamo dunque l’assessore provinciale Bisesti a convocarci rapidamente: siamo quasi alla fine di novembre e il tempo non è molto».

Il Piano Operativo previsto dall’art. 21 della L.P. n. 13/2017 e in corso di definizione, atto a regolare lo svolgimento delle attività amministrative da parte dalla Provincia, potrà anche prevedere un’attuazione progressiva delle stesse, secondo le necessità organizzative, tecniche e informatiche che emergessero in sede attuativa. «Per questo motivo non ci convince l’ipotesi di sospendere il passaggio, circolata nei giorni scorsi per iniziativa di un’altra sigla sindacale: i lavoratori in assemblea hanno espresso chiaramente il proprio “no” a una tale ipotesi in quanto ritengono che, grazie anche al lavoro fatto in oltre due anni di discussione dalla Cgil, la riforma e il passaggio possano portare maggiori garanzie e maggiore esigibilità di alcuni istituti contrattuali».

Diverso il tema dell’autonomia scientifica e gestionale del sistema museale trentino, che occorre in ogni caso salvaguardare e valorizzare nello spirito previsto dalla stessa legge 15 del 2007.

Va ricordato, infine, che l’incontro di questa mattina non riguarda chi è impiegato nelle cooperative che hanno assunto una parte dei servizi: per loro ci sarà un percorso dedicato, con incontri specifici.

 

 

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