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Lavoro, servono misure a sostegno di tutta l'occupazione femminile non solo delle madri

Loro (Cgil): assurdo pensare a punteggi aggiuntivi in base al numero di figli. E' discriminazione

La scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro è un problema che riguarda tutte le donne. Pensare di risolverlo con punteggi maggiorati nei concorsi pubblici in base al numero di figli, non solo non affronta la radice del problema, ma crea discriminazioni tra donne e tra lavoratori e lavoratrici. E' una proposta assurda e contraria ai principi fondamentali di parità di trattamento e imparzialità della pubblica amministrazione”. Lo dice Claudia Loro, responsabile Politiche di genere per la Cgil del Trentino.

“L'occupazione delle donne con figli si incentiva creando servizi; la Lega ha proposto nidi gratuiti per tutti, si attende la realizzazione di questa promessa visto che sarebbe una misura nella giusta direzione. Non altrettanto si può dire per bonus e incentivi che non tengono conto delle condizioni economiche dei nuclei familiari. Servono più servizi di conciliazione, accessibili a tutti e serve investire culturalmente sulla genitorialità condivisa”. E serve un cambiamento di modello organizzativo visto che oggi tre donne su cinque abbandonano il posto di lavoro dopo la nascita del primo figlio.

Il problema dell'occupazione femminile non si risolve certamente guardando solo alla madri. “E' una visione che ricorda tempi passati. Ancora oggi le donne tutte faticano ad accedere al mercato del lavoro perché a parità di professionalità vengono preferiti gli uomini, faticano nei percorsi di carriera, scontano gap salariali importanti. Ritengo che la questione sia molto più complessa rispetto a come è stata posta. E richiede interventi molto più incisivi sul piano delle politiche del lavoro, dei servizi e del cambiamento culturale”. La Cgil ritiene sia il momento di un piano straordinario per una buona occupazione femminile non precaria, che metta insieme servizi alla famiglia (dalla primissima infanzia fino alla gestione degli anziani), orari flessibili.




Trento, 28 novembre 2018

 

 

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