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Sait licenzia ancora

Il consorzio manda a casa una persona “per soppressione del posto di lavoro”. Caramelle: “Dopo ottanta esuberi continua la strategia di far pagare ai dipendenti gli errori dei vertici. Pronti alle vie legali”

Inizio anno amaro per il personale Sait: dopo la dolorosa vertenza che ha visto il taglio di ottanta posti di lavoro il Consorzio ha ricominciato a licenziare. Nei primi giorni di gennaio un dipendente ha ricevuto la lettera di licenziamento “per soppressione del posto di lavoro”. Il lavoratore si è rivolto alla Filcams che adesso insieme ai propri avvocati sta valutando se, come sembra, ci siano i presupposti per ricorrere alle vie legali.

“E' un fatto grave che conferma le nostre preoccupazioni sulle sorti del consorzio – commenta il segretario Roland Caramelle -. Ci chiediamo se sia l'inizio di una nuova serie di tagli al personale. In tutta questa vicenda ci appare solo la coerenza granitica dei vertici Sait di continuare a fare pagare ai lavoratori, con la cassa integrazione, i licenziamenti ma anche il taglio alle retribuzioni con la disdetta dell'integrativo, gli errori di gestione e organizzazione commessi da vertici”.

Filcams punta il dito contro un comportamento poco trasparente e per alcuni aspetti chiaramente paradossale. “Sait persevera nei licenziamenti dimostrando di non rispettare i vari protocolli legati all'accordo sugli esuberi – denuncia Caramelle -. E intanto ci sono agenzie interinali che per conto del consorzio cercano personale. Stanno prendendo in giro i loro dipendenti e i lavoratori licenziati, il tutto nel silenzio della Federazione che stenta a dare piena attuazione ad un accordo sulla ricollocazione di una parte degli ottanta esuberi”.

Il sindacato teme che Sait vada avanti con la strategia di sostituzione del personale scegliendo di coprire i posti lasciati vuoti con personale meno costoso, anche di società collegate al consorzio. “Da oltre un anno denunciamo una situazione di scarsa trasparenza nella gestione di questa vertenza da parte di Sait. Adesso si sta andando oltre: sembra che dietro ci sia una precisa strategia di taglio del costo del lavoro. Quale sia il punto di arrivo per Sait, per noi, resta ancora un mistero. Sembra che il consorzio voglia cambiare pelle, ma con quali funzioni. In parte lo ha lasciato intuire lo stesso direttore della Federazione, Ceschi, che ha parlato di un cambio di ruolo per le famiglie cooperative. Noi pretendiamo chiarezza per i lavoratori”.

Sullo sfondo resta anche la complicata questione dei due Superstore. “Dalla stampa abbiamo appreso di un possibile coinvolgimento societario di Aspiag. Nessuno, però, ha comunicato alcunché ai dipendenti. Ci sono 200 lavoratori dei Superstore e di Blu Garden, considerando che anch'essa è legata a Trento Sviluppo, che vivono momenti di grande apprensione per il loro futuro e certamente anche le notizie di ulteriori licenziamenti in Sait non sono rassicuranti”, insiste Caramelle.

Il segretario della Filcams fa l'ennesimo appello alla Federazione perché “esca da questa condizione di timidezza estrema in cui ha deciso di collocarsi su Sait perché la partita coinvolge tutto il mondo della cooperazione di consumo”.

“Verificheremo se anche l'attuale giunta provinciale deciderà, come la precedente, di lavarsene le mani, come si evince dalla risposta dell'assessorato alla Cooperazione sulle verifiche sulla cassa integrazione, che per noi resta ancora un mistero. I lavoratori hanno diritto di sapere”, conclude Caramelle.







Trento, 11 gennaio 2019

 

 

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