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Disoccupati Sait, ad oggi nessuna ricollocazione nella Cooperazione

Ianeselli e Caramelle: “Serve uno sforzo maggiore da parte del sistema cooperativo per assorbire almeno 20 persone”

Disoccupati Sait, ad oggi nessuna ricollocazione nella Cooperazione

E' trascorso quasi un anno da quando 79 dipendenti del Sait sono stati licenziati. Ad oggi solo dieci di queste persone hanno trovato un nuovo lavoro a tempo indeterminato, ma in maniera autonoma. Sei sono andati in pensione o ci andranno da qui alla fine della Naspi. Per tutti gli altri, che sono la maggioranza, il futuro in questo momento è una grande incertezza sul piano dell'occupazione, mentre mancano quattordici mesi alla fine della disoccupazione. Per tutti quelli che non avranno trovato un'occupazione entro il 3 aprile 2020 non ci sarà più nulla.

Per questa ragione è forte la preoccupazione nel sindacato, anche per un accordo siglato con la Federazione delle Cooperative che ad oggi non ha prodotto nulla.

L'accordo sottoscritto tra i sindacati, Provincia e Via Segantini prevede che almeno venti dei licenziati Sait dovranno essere ricollocati con un contratto a tempo indeterminato nel sistema cooperativo. Ad oggi questo numero, però, è pari a zero.

I disoccupati fino a questo momento sono stati presi in carico da una società individuata dalla Cooperazione per il reinserimento lavorativo. Questo percorso ormai è in fase di conclusione e anche in questo caso nessuna offerta di lavoro. Anche perché ci sono oggettive difficoltà sul mercato del lavoro che non rendono facile la rioccupazione.

“Nonostante gli sforzi fatti dagli uffici – ammette con preoccupazione il segretario generale della Cgil Franco Ianeselli – fino ad oggi non c'è stata nessuna ricollocazione. Pur consapevoli che il contesto economico non è particolarmente favorevole chiediamo una maggiorazione d'impegno al sistema cooperativo per onorare l'intesa siglata con i sindacati”.

Il segretario non nasconde anche qualche preoccupazione legata alla delicata fase che sta attraversando la Federazione. “Ci sono evidenti difficoltà di rapporti che la Cooperazione, immagino, saprà risolvere al proprio interno. Quel che ci preme è che queste criticità non ricadano anche sui lavoratori ex Sait”.

Il sindacato chiede che dalle prossime settimane parta una nuova fase per gestire i disoccupati, con una presa in carico individuale dei lavoratori e delle lavoratrici, attuando tutti gli strumenti a disposizione, dai bilanci di competenze, alla formazione e riqualificazione professionale. “Quanto sta accadendo fino a questo momento dimostra come le nostre preoccupazioni non fossero campate in aria – aggiunge Roland Caramelle, segretario della Filcams del Trentino -. Gli ex lavoratori Sait si trovano in un limbo, da cui è difficile uscire se non c'è un impegno più che deciso. In Trentino ci sono 522 cooperative attive con circa 20mila dipendenti. Chiediamo di ricollocare in questo contesto almeno 20 persone. Quel che è certo che, pur a fronte di difficoltà che non mettiamo in dubbio, se anche la Cooperazione con questi numeri alza bandiera bianca cosa potrà succedere per altri disoccupati? Questo è un banco di prova importantissimo”, conclude Caramelle.


Trento, 22 febbraio 2019



 

 

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