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Meno accoglienza, più insicurezza: mobilitazione sindacale per i lavoratori del comparto

Sabato 9 marzo alle 11 in Piazza Pasi presidio unitario di Fp Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Fpl Uil insieme a Cgil Cisl Uil del Trentino

Meno accoglienza, più insicurezza: mobilitazione sindacale per i lavoratori del comparto

L'impegno è stato assunto ormai due mesi fa, ma, mentre il sistema dell'accoglienza comincia a perdere i propri addetti, nulla si è ancora fatto per avviare il tavolo negoziale per la ricollocazione dei 140 esuberi stimati dalla Provincia da qui al 2020. E' per questa ragione che sabato 9 marzo alle 11 Fp Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Fpl Uil insieme alle confederazioni organizzano un presidio di protesta alle 11 in piazza Pasi a Trento.

Una mobilitazione per richiamare alle proprie responsabilità la Provincia, ma anche per ribadire ancora una volta che non è smantellando l'accoglienza che si otterrà maggiore sicurezza. Al tavolo per le ricollocazioni, come chiesto dai sindacati, dovrebbe partecipare anche la Federazione trentina delle Cooperative, per una valutazione su auspicabili ricollocazioni degli operatori dipendenti delle varie cooperative sociali all’interno dello stesso sistema. Anche su questo fronte, però, non si è registrato alcun segnale.

Ad oggi i lavoratori che hanno perso l'occupazione sono i tre operatori di Activa, addetti al portierato notturno nella Residenza Brennero, e diversi operatori ed educatori assunti a tempo determinato che in questi mesi con la soppressione prima dei corsi di italiano, poi del sostegno psicologico e dell'orientamento al lavoro, si sono ritrovati a casa.

Il “caso” della Residenza Brennero rappresenta l’esemplificazione del processo che le organizzazioni sindacali stigmatizzano, ovvero quello di un sistema che, a seguito dei tagli, lascia per strada addetti di cui nessuno si preoccupa. Il rischio, infatti, è che questi siano “esuberi con il contagocce”: perdono il posto di lavoro poche unità alla volta nel disinteresse generale.

E non c'è contraddizione né controsenso con la scelta personale di alcuni educatori della residenza di via Brennero che, pur tutelati da un accordo sul piano salariale e di inquadramento professionale, hanno scelto di non passare alle dipendenze di Croce Rossa, a cui è stata affidata la gestione della struttura di accoglienza.

La scelta di queste lavoratrici e lavoratori potrebbe essere dovuta alla modifica sostanziale del loro lavoro, poiché si passa da un lavoro educativo e relazionale ad una semplice vigilanza, diurna e notturna, senza alcuna possibilità di proseguire un percorso professionalmente avviato. Sono anche queste le conseguenze dei tagli, oltre a lavoratori in esubero, quelli che restano smettono immediatamente di essere educatori o assistenti o altro per diventare vigilanti, diurni e notturni.

Sono due conseguenze dello stesso fenomeno, lo smantellamento del sistema accoglienza così come è stato costruito in Trentino, un sistema che aveva l'obiettivo di integrare e non semplicemente “parcheggiare e sorvegliare” i richiedenti asilo.

I sindacati unitariamente dunque sabato saranno in piazza perché:

- i tagli al sistema di accoglienza trentina non rendono più praticabili percorsi di integrazione, interrompendo anche quelli in corso, producono marginalità e maggiore insicurezza sociale, a danno di cittadini, imprese e degli stessi migranti;

- le conseguenze in capo agli operatori del sistema, in larga parte giovani e giovanissimi, laureati, formati e con percorsi anche all’estero, dipendenti del sistema delle cooperative sociali, sono gravi, con perdite di almeno 140 posti di lavoro, dequalificazione professionale e demansionamento;

- è necessario attivare misure adeguate per la riallocazione e sostegno degli esuberi, per esprimere dissenso da un’idea di governo del fenomeno migratorio sbagliata e controproducente.





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