Dichiarazioni di Assou El Barji, responsabile del coordinamento immigrati della Cgil del Trentino
«L'irresponsabilità del Governo sta raggiungendo livelli mai visti. Come si fa ad approvare un giorno una norma che criminalizza cittadini stranieri colpevoli solamente di essere giunti in Italia senza un permesso di soggiorno regolare per lavorare nelle campagne, nelle fabbriche o nelle case degli italiani, e il giorno successivo svegliarsi di fronte all'amara realtà che quella legge tramuterà in delinquenti 500mila lavoratrici domestiche migranti che si prendono cura degli anziani di tutto lo Stivale e chiederne quindi l'immediata regolarizzazione?
Di fronte a tanta schizofrenia, la Cgil del Trentino ribadisce l'opportunità e la necessità che le badanti straniere prive di permesso di soggiorno – in Trentino sono stimate in circa 4mila – vengano al più presto regolarizzate. Senza la dedizione quotidiana di queste persone il sistema di welfare locale e nazionale sarebbe al collasso.
Ma questo deve essere solo il primo passo per rivedere alla radice le norme scellerate del pacchetto sicurezza. Chiediamo infatti ai funzionari pubblici nella scuola, nella sanità e nelle anagrafi di tutto il Trentino di proclamarsi obiettori di coscienza di fronte all'obbligo introdotto dal Governo di denunciare la presenza di studenti, pazienti e genitori stranieri e clandestini perché privi di regolare permesso di soggiorno.
Infine, la Cgil propone una sospensione della legge Bossi Fini nella parte in cui stabilisce la necessità di avere un contratto di lavoro valido come requisito minimo per beneficiare del permesso di soggiorno. In una grave situazione di recessione come l'attuale, questa norma condanna alla clandestinità certa centinaia di migliaia di lavoratori immigrati con contratti precari che per sol il lavoro, per effetto della drammatica congiuntura economica non riescono a trovare un nuovo impiego. Per il 2009 e il 2010 e fino alla fine di questa drammatica recessione la Bossi Fini deve essere sospesa».
6 luglio 2009