Siamo i più indebitati d’Italia. La colpa è del costo delle case
Secondo i dati pubblicati dal «Sole 24 Ore» a media dei debiti contratti con le banche ai trentini ha raggiunto una media i 224 mila euro. Il record nazionale.
di Bruno Zorzi (l'Adige, 27/4/2010)
Il dato riportato ieri dal Sole 24 Ore fa impressione: l'indebitamento medio di ogni trentino e altoatesino è salito nel 2009 a quota 224.627 euro, con un più 6,3% rispetto all'anno precedente. Il record nazionale. Vero è che la classifica stilata dal quotidiano della Confindustria, in base ai dati di Crif Decision Solution, prendono in considerazione globalmente le due province autonome, ma non c'è dubbio, che viste le nostre ridotte dimensioni demografiche, la cifra sull'indebitamento nei confronti degli istituti di credito per mutui ipotecari e prestiti personali è alta.
E c'è una ragione che svetta sulle altre: il costo delle case rimane, nonostante la crisi, altissimo rispetto alle altre province. E prezzi fuori di testa per le abitazioni significa, ovviamente, mutui più pesanti. Secondo il giornale economico, la crescita di un 6,3% del valore dei debiti da un anno all'altro è significativa. È contenuta, in termini percentuali, rispetto ad altre province del nord e centro Italia, ma è robusta se la si guarda nelle cifre assolute.
La provincia che ha avuto, sempre in termini di percentuali, la crescita più esplosiva è stata Matera con un più 21,8%; seguita da Sondrio con un 17,5%; l'Aquila con un 15,8%; Reggio Calabria con un 13,1%; Pordenone 12,6% e Udine con un 12,6%. Se invece prestiamo attenzione alle cifre dei debiti pro capite si nota a colpo d'occhio che sono ben lontane dalle nostre, lontanissime. A Sondrio, per esempio, l'indebitamento medio è di 190.698 euro ed è, dopo quello di Trento e Bolzano, il più alto d'Italia. Dalla classifica pubblicata dal «Sole» emerge un altra situazione emblematica: il crollo verticale di Rimini.
La ricca provincia turistica nel 2008 aveva avuto il record di crescita percentuale dei debiti, lo scorso anno, invece, è arrivata verso il fondo, con un valore assoluto però di 180mila euro all'anno. Una cifra, sempre alta ma che dà il segno che la potente economia turistica della riviera adriatica ha subito un contraccolpo, che la crisi sta battendo duro tra i pedalò e gli ombrelloni. Secondo il «Sole» dalla lettura complessiva dei dati di Crif Decision Solutions, grossa società di consulenza per il credito, esce un quadro poco allegro dell'economia italiana: dove l'indebitamento cala significa che il peso della disoccupazione, dell'incertezza per il futuro e che è forte la frenata dei consumi e delle attività economiche. Però, per contro, in Trentino e l'Alto Adige il volume dell'indebitamento continua a crescere.
Segno, certo, che l'economia continua a girare ma, come ricorda il professor Gianfranco Cerea, sta a significare che il peso del «caro - casa» è enorme. E pesa, nonostante i mutui provinciali che vanno soprattutto a favore delle famiglie che appartengono al ceto medio. Insomma, i trentini e i sudtirolesi, nonostante il massiccio intervento pubblico per la casa sono gravati da debiti che non hanno paragone in Italia. «Soldi pubblici - afferma Cerea - che in realtà vanno ad alimentare il partito della rendita che è diventato sempre più forte».
l'adige, 27 aprile 2010