La nuova legge sanitaria è bipartisan

Pd polemico per l’esclusione dei sindacati dagli organi di indirizzo

di Franco Gottardi (l'Adige, 17 luglio 2010)

La Provincia di Trento ha una nuova legge sanitaria. Frutto di una lunga mediazione tra le proposte della giunta e quelle del Pdl, con l'inserimento anche di spunti avanzati da Roberto Bombarda (Verdi) e Mario Magnani (gruppo misto), la legge dal titolo «Tutela della salute» è stata approvata ieri sera alle 20.12 con una larga maggioranza, 23 sì, e 5 no. Apertamente contrari solo Lega Nord e la Civica per Divina di Claudio Eccher.

Tutto liscio o quasi nei tre giorni di dibattito. L'aspetto di maggior rilievo dal punto di vista politico è stata forse la bocciatura degli emendamenti con cui il Partito Democratico voleva riservare un posto ai sindacati all'interno di due organismi: il Comitato scientifico, incaricato di valutare la programmazione, e il Comitato di coordinamento per l'integrazione socio-sanitaria. «Non si fa sanità aperta senza la presenza di chi rappresenta i lavoratori» sbotta Bruno Dorigatti, che si è assunto il compito di sostenere gli emendamenti.

L'esponente del Pd accusa apertamente il resto della maggioranza di una «censura di tipo politico» nei confronti delle forze sindacali, ricordando come la legge 13 in ambito di assistenza sociale prevedesse invece la loro presenza. L'insistenza del Pd non ha però fatto breccia nella giunta. L'assessore alla sanità Ugo Rossi ha replicato targando le due commissioni in questione come organi tecnici dove non avrebbe avuto senso una presenza sindacale. «Non è qui - ha detto che si realizzano le politiche sanitarie e si fa la programmazione. Questi sono compiti del Piano sanitario che ad ogni legislatura viene aggiornato e su cui è prevista esplicitamente la concertazione con le parti sindacali». Parole che non hanno convinto il Pd, ma neanche un tentativo di mediazione, suggerito da Magnani e accolto da Dorigatti, ha avuto successo.

Approvato senza problemi il successivo articolo 26, dedicato al contenimento dei tempi per ottenere una visita o una prestazione sanitaria. Per la prima volta viene sancito per legge il diritto dell'utente ad avere tempi certi in cui debbono essere eseguiti gli accertamenti diagnostici e gli interventi terapeutici. Proprio al rispetto dei tempi di attesa saranno legati premi per il direttore e il personale coinvolto mentre si conferma in caso di sforamenti forme di rimborso delle visite private ai pazienti. «Non sarà questo articolo a risolvere il problema ma era importante sancire un principio» ha commentato in aula l'assessore Rossi.

Il consiglio ha approvato tutti gli emendamenti proposti dalla giunta, tra cui anche quello presentato in extremis che prevede il taglio dello stipendio del direttore generale, che verrà poi quantificato dalla giunta. «Questa - ha dichiarato in conclusione l'assessore - è una legge cardine del programma di legislatura. Per questo la giunta si impegna a dare attuazione tempestiva e il più possibile condivisa e partecipata a questa riforma. Chiedo per questo l'aiuto di tutti gli attori interessati all'attuazione di questa legge, perché sia rendano fin d'ora disponibili ad un impegno supplementare».

17 luglio 2010