Boom della cassa integrazione
Aumento del 66 per cento rispetto all’anno scorso. Tremano gli operai.
di Ubaldo Cordelli (Trentino, 6 agosto 2010)
TRENTO. Come direbbe Ken Loach, piovono pietre sulla classe operaia. Altro che crisi dietro le spalle. Altro che ripresa. Qui i lavoratori continuano a tirare la cinghia. Lo dicono i dati della Cgil sulla cassa integrazione. Nei primi sei mesi del 2010, c’è un aumento del 66 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009 che era già nerissimo. Se il trend venisse confermato, il 2010 sarebbe uno degli anni peggiori dal 1978.Era meglio quando si stava peggio.
Osservando i dati sulla cassa integrazione dei primi sei mesi del 2010, il commento viene spontaneo. L’anno scorso, nel pieno della crisi, quando le fabbriche bloccavano la produzione una dietro l’altra, le ore di cassa integrazione in Trentino erano state 1.115.139. Quest’anno, quando si sente parlare di ripresa e di fine del tunnel, le ore di cassa integrazione sono schizzate a quota un milione e 860 mila. Un aumento del 66,81 per cento. Considerando che il 2009 è stato l’anno nero dell’industria, c’è poco da stare allegri. E quello che è ancora più grave è che quest’anno il grosso della cassa integrazione è straordinaria, ovvero quella che viene concessa del governo al massimo per un anno dopo che l’ordinaria è già esaurita.
Andando a scavare tra i numeri della Cgil, si vede che la Cassa integrazione straordinaria è balzata verso l’alto già a partire da febbraio. Il mese di giugno è stato quello peggiore. Ci sono state 689.656 ore di cassa integrazione. Solo 36.143 erano di cassa ordinaria. Il resto è costituito da ore di cassa straordinaria. Per vedere come sono peggiorate le cose in un anno, basta guardare allo stesso mese di giugno dell’anno scorso. In totale le ore di cassa integrazione erano state 223.469. Il grosso di queste, ovvero 217.249, era costituito da cassa integrazione ordinaria. Adesso le cose sono peggiorate e con l’aggravante che è passato un anno. I fondi per ammortizzatori sociali non sono infiniti e gli operai sono preoccupati sempre di più.Si capisce la gravità della situazione se si osserva che, a fine anno, si rischia di arrivare, sempre che il trend venga confermato, al quarto risultato dal 1978 a oggi.
L’anno peggiore è stato il 1985, con oltre 8 milioni di ore di cassa integrazione in Trentino, ma nel 2010 si rischia di superare i 5 milioni. Il 2009 è stato il decimo anno nero a partire dal 1978 con 3,1 milioni di ore di cassa integrazione. Guardando ai settori, si vede che a stare peggio sono le aziende meccaniche che, nel solo mese di giugno, hanno avuto 539 mila ore di cassa integrazione.Se i dati della cassa integrazione non sono buoni, quelli della disoccupazione sono neri.
Secondo l’ultima rilevazione dell’Istat, l’andamento dell’occupazione in provincia di Trento nel primo trimestre 2010 segnala un ulteriore peggioramento rispetto a dicembre. A marzo infatti il tasso di disoccupazione in Provincia sale al 5% rispetto al 4% di tre mesi prima. Era invece il 3,2% a settembre, il 2,9% a giugno e il 2,3% a marzo 2009. Gli occupati in termini assoluti, 229 mila a marzo, sono mille in meno rispetto al trimestre precedente. Il tasso di disoccupazione, seppur alto, risulta migliore della media del Nord Est. Solo Val d’Aosta e Alto Adige, fanno meglio della nostra provincia.
Gli iscritti in mobilità al 10 giugno restano sopra quota 4.300 unità, una cifra record per il mercato del lavoro trentino, a riprova che gli effetti negativi della crisi economica sull’occupazione sono tuttora in atto. Con 4.311 iscritti dopo un licenziamento il dato di giugno cresce però solo di poche unità rispetto al mese precedente (4.305), restando comunque decisamente alto rispetto a giugno 2009. Allora, infatti, nelle liste di mobilità erano registrati 452 lavoratori in meno rispetto ad oggi. In un anno l’incremento è pari al 11,7%, a conferma del crescente ricorso a questo ammortizzatore sociale già osservato per tutto il corso del 2009.
6 agosto 2010