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Famiglia. Precarietà e bassi salari frenano l’autonomia dei giovani

Cgil Cisl Uil: il calo demografico si inverte investendo sulla qualità del lavoro, sostegni strutturali per la genitorialità e politiche di accoglienza e integrazione degli stranieri

Settemila e settecento bambini in meno, nella fascia 0-10 anni, tra il 2012 e il 2022. Il calo demografico in Trentino è anno dopo anno sempre più evidente. Per la prima volta quest’anno la nostra provincia si fermerà sotto la soglia dei 4mila nuovi nati, mentre il tasso di fecondità si è ridotto dall’1,7 all’1,34%. “I numeri dimostrano chiaramente che il tempo per domandarsi cosa fare è ormai agli sgoccioli. Di fronte al calo sempre più marcato delle nascite è ora di assumere decisioni coraggiose e concrete”. Ad affermarlo, nel giorno dell’inaugurazione del Festival della Famiglia, sono i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti.

Per i sindacati le direzioni su cui muoversi per invertire la tendenza sono chiare. A cominciare dalla questione salariale. “Fino a quando le retribuzioni in Trentino saranno sotto la media del nord Italia, soprattutto per i più giovani, è impensabile pensare che le nuove generazioni mettano al mondo dei figli – sottolineano Grosselli, Bezzi e Alotti -. E’ indispensabile investire sulla qualità dell’occupazione, con impieghi ben retribuiti e stabili. Oggi, invece, la precarietà e bassi salari frenano il desiderio di autonomia”. Anche in questa logica per Cgil Cisl Uil vanno superati stage e tirocini non pagati per diplomati e laureati che non fanno altro che mascherare lavoro a basso costo. Allo stesso tempo va incentivata l’occupazione femminile, mettendo in atto misure di conciliazione che favoriscano l’ingresso e la permanenza delle donne sul mercato del lavoro anche dopo la maternità. In tal senso il welfare provinciale rappresenta una risorsa importante. “Bisogna però superare le logiche dei bonus e puntare su interventi di sostegno strutturali, che accompagnino i nuclei familiari nel tempo. Allo stesso tempo questi interventi devono essere economicamente coerenti con il costo della vita. Alla nuova giunta ribadiamo la necessità di indicizzare le misure di sostegno alle famiglie e per la casa all’inflazione che negli ultimi tre anni ha superato il 17%, riducendo la capacità di spesa delle famiglie anche quelle a due redditi”.

Cgil Cisl Uil, sono al tempo stesso consapevoli che il combinato disposto nascite in calo e invecchiamento in crescita non si supera senza rimettere in campo misure di accoglienza e integrazione degli stranieri. “La loro presenza e integrazione sul mercato del lavoro e nella nostra comunità è fondamentale. Inutile insistere dunque con misure miopi e demagogiche. Anche sulla gestione dei flussi migratori deve prevalere realismo e responsabilità”, concludono.

 






Trento, 4 dicembre 2023

 

 

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