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La scuola è complessa, la nuova sovrintendente dimostra una visione parziale

Flc Cgil: non si innova con le visioni vecchie. Ci auguriamo si parta subito da un confronto costruttivo

La scuola è una realtà molto complessa, fatta da insegnanti, da personale Ata, da studenti e famiglie, dalla scuola dell’infanzia all’alta formazione universitaria. La nuova sovrintendente sembra dimenticarlo: nelle sue parole cogliamo una visione parziale, che guarda solo all’istruzione superiore di secondo grado e al mondo docenti. Così non si parte con il piede giusto”. La Flc del Trentino non nasconde la propria delusione per le prime affermazioni della nuova sovrintendente scolastica. “La giunta ha ripristinato questa figura con un forte mandato innovativo. Così è stato detto. Dalle prime affermazioni di innovativo cogliamo molto poco: la scuola non è solo didattica, è una comunità che si alimenta e cresce anche costruendo reti sul territorio. E il processo di innovazione non può essere per definizione lineare: cogliamo idee poco chiare e superficiali - dice Cinzia Mazzacca - segretaria della categoria. Sicuramente sarebbe stato più opportuno confrontarsi con il mondo della scuola, addirittura presentarsi, prima di un’uscita pubblica su obiettivi e compiti”.

Nel merito delle questioni il sindacato di Via Muredei boccia la posizione espressa sugli esami di riparazione. “Parlare di debiti formativi è sbagliato e va contro il regolamento sulla valutazione della scuola trentina che usa il concetto di carenze formative. Un debito è qualcosa che va saldato, una carenza si recupera e il recupero può chiedere anche tempi più lunghi di un anno scolastico nell’ambito di un quadro formativo più ampio”. Sarà necessaria un'ampia riflessione rispetto alla terza via ipotizzata dalla Sovrintendente che superi le difficoltà riscontrate in questi anni dai docenti.
Convince poco anche quanto espresso sulle lingue straniere rivolto solo alla secondaria di secondo grado. ll CLIL è una metodologia attuata in tutti i gradi della scuola trentina, non solo alle superiori. Quindi pensare di puntare sugli stage all’estero è riduttivo oltre che discriminante: non tutti i ragazzi possono affrontare un’esperienza all’estero e non tutte le famiglie possono permetterselo. Le lingue vanno insegnate nel lavoro quotidiano a scuola, siamo disponibili a ragionare insieme sulle strade migliori per farlo”.
Stessa logica anche per l’alternanza scuola-lavoro. “Non demonizziamo  esperienze che sono state positive per i ragazzi, ma i percorsi devono essere ponderati e scelti dai singoli istituti scolastici nell'ambito della propria autonomia per garantirne la qualità e le ricadute didattiche. Questo è il punto e allora sarebbe riduttivo del ruolo che queste esperienze hanno nel processo di apprendimento dei ragazzi non farli rientrare nella valutazione”.
Flc apprezza, invece, l’impegno a rivitalizzare il corpo docenti, partendo però da un’importante operazione di confronto. “Le questioni aperte per la scuola trentina sono molteplici. Ci auguriamo che la nuova sovrintendente apra quanto prima un confronto costruttivo con tutto il mondo della scuola, sindacati compresi. Sarà quella l’occasione per comprendere fino in fondo competenze e compiti di una figura su cui oggi sappiamo molto poco e per lavorare insieme per riportare il Trentino ad essere un laboratorio di sperimentazione innovativa”.
Trento, 3 settembre 2019

 

 

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