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Famiglia. Si apra subito il confronto con il Governo sulla legge Delrio

Cgil Cisl Uil e Acli: importante armonizzare i provvedimenti per non depotenziare il welfare locale e per valorizzare le competenze delle due province anche con una nuova delega sulle politiche familiari

“Sul Family Act anche le Province di Trento e Bolzano dovranno giocare una partita importante per le nostre comunità”. Ne sono certi Cgil Cisl Uil del Trentino e Acli trentine che, insieme alle organizzazioni sindacali altoatesine, sottolineano l’importanza del provvedimento, ma anche la necessità che le due giunte provinciali avviino da subito un confronto costruttivo con il Governo nazionale affinché il percorso di riforma dei benefici statali per le famiglie non si traduca in un depotenziamento delle misure già previste a livello locale, come peraltro già accaduto nel recente passato con la questione degli assegni familiari né con un danno per le casse locali.
Per questa ragione organizzazioni sindacali e Acli di Trento e Bolzano hanno scritto ai presidenti delle Giunte provinciali di Trento e Bolzano e alle assessore alle politiche sociali suggerendo di aprire da subito un tavolo di discussione con lo Stato “per evitare che gli interventi sulla legislazione statale previsti dal disegno di legge delega Delrio producano conseguenze negative sulle condizioni economiche delle famiglie trentine e altoatesine, chiediamo di dare massima priorità all’avvio di un confronto tempestivo con le strutture ministeriali”. Un primo risultato in questo senso è stato raggiunto in virtù dell’iniziativa delle deputate Rossini e Gebhard grazie alle quali nella discussione alla Camera è stato inserito nel disegno di legge delega il principio per cui le provvidenze provinciali sono compatibili con quelle statali.
Una volta approvato il disegno di legge al Senato, il Governo avrà dodici mesi di tempo per dare attuazione alla delega. Un anno prezioso per lavorare al fine di garantire e valorizzare a pieno le competenze delle due Province autonome “evitando il più possibile la sovrapposizione tra misure statali e misure provinciali che troppo spesso penalizza proprio i nuclei familiari residenti nella nostra regione. In questo senso le misure provinciali debbono in ogni caso essere considerate integrative e non influire sulla misura di quelle statali”. Si potrebbero anche creare le condizioni per il riconoscimento di una delega specifica alle due province autonome sulle politiche familiari, valorizzando le due Autonomie locali che potrebbero così definire sul proprio territorio politiche e interventi modulati sulle caratteristiche e i bisogni delle due comunità.
Sindacati e Acli chiedono parallelamente di aprire un tavolo di confronto tra istituzioni, Province e Regioni, e parti sociali per poter dare il proprio apporto costruttivo al consolidamento delle politiche di welfare familiare.

Trento, 25 luglio 2020

 

 

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