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L’Italia crede nella “PA”, Fugatti la affossa

A livello nazionale cambia finalmente l’atteggiamento nei confronti dei lavoratori pubblici, in Trentino, Fugatti e la sua giunta continuano a lasciare per ultimi i loro stessi collaboratori

L’Italia crede nella “PA”, Fugatti la affossa

A livello nazionale cambia finalmente l’atteggiamento nei confronti dei lavoratori pubblici, riconoscendone l’impegno nella pandemia e il fondamentale ruolo quando nel realizzare il Next Generation EU. Intanto, in Trentino, Fugatti e la sua giunta continuano a lasciare per ultimi i loro stessi collaboratori. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono di essere convocati e dichiarano fin d’ora di essere pronti a riprendere la mobilitazione.

 

Il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e coesione sociale sottoscritto a Roma il 10 marzo tra Governo e Sindacato confederale ha impresso un cambio di paradigma nella narrazione del lavoro pubblico, riconoscendo che il “Paese riparte dalle donne e dagli uomini della Pubblica amministrazione e dalla loro capacità di affrontare con le migliori competenze professionali e qualità umane tutte le sfide… in momenti di emergenza, ricostruzione e rilancio”.

In un quadro tuttora emergenziale e in una fase determinante per l’accesso ai fondi europei, quel Patto segna un’inversione di rotta e stronca una discussione alimentata nuovamente da stereotipi e livore verso i pubblici dipendenti. Riconosce il ruolo e il valore della “P.A.” e indica le misure da adottare con urgenza: riforma della stessa P.A. orientata a innovazione tecnologica, digitalizzazione e semplificazione; valorizzazione delle competenze e delle professionalità, rinnovo dei contratti scaduti nel 2018, risorse per la riforma degli ordinamenti professionali, ripresa delle assunzioni dopo anni di blocco, contrattualizzazione del lavoro agile, diritto alla formazione continua, partecipazione sindacale. L’operazione è oltremodo fondata nella considerazione molto pragmatica che sarà il sistema pubblico a gestire messa a terra e verifiche delle progettazioni per il Next Generation EU.

A livello nazionale sono partite le procedure per le direttive all’Aran per il rinnovo dei contratti mentre il Presidente Fugatti non dà alcun segnale di voler cambiare rotta e stanziare le risorse che, ricordiamo, sono ancora pari a zero: è inaccettabile. Lo Stato ha assicurato al governo provinciale le risorse del mancato gettito per gli anni 2020 e 2021, ulteriori risorse sono pervenute per la Sanità e le Autonomie speciali anche con l’ultimo decreto sostegni, il Trentino si appresta a varare – giustamente – ulteriori misure a sostegno dei settori in crisi.

Non bastano le belle parole di circostanza, le giornate dedicate e i premi una tantum. Le sfide della riorganizzazione e del rafforzamento della sanità pubblica, dell’innovazione della pubblica amministrazione, della valorizzazione dei lavoratori sono obiettivi del solo governo nazionale o anche del Trentino? Fugatti convochi immediatamente i sindacati: il tempo perso va recuperato in fretta con risorse per i contratti, per l’ordinamento professionale, per la formazione, per assunzioni di nuove generazioni. Va dato corso agli impegni assunti col Protocollo sottoscritto da Fugatti e Confederazioni Cgil, Cisl e Uil del 13 gennaio 2020 che anticipava alcuni punti del Patto nazionale.

Invitiamo il Presidente Fugatti a considerare i propri dipendenti quanto meno alla stregua dei colleghi del resto d’Italia e a convocare con urgenza il Sindacato. In caso contrario siamo pronti a riprendere la mobilitazione.

 

 

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