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(RI)organizzare il sindacato, (RI)pensare il territorio, (RI)connettere la comunità

All’assemblea di organizzazione: delegati e delegate a confronto per consolidare il ruolo sindacale e affrontare le sfide future

(RI)organizzare il sindacato, (RI)pensare il territorio, (RI)connettere la comunità

Rafforzare l’intreccio tra comunità, territorio e istanze che provengono dal mondo del lavoro e dalla società in generale. E’ questo l’ambizioso obiettivo a cui deve tendere il sindacato per rendere più efficace e diffusa la propria azione di rappresentanza delle istanze sociali, della tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Una scelta che diventa percorso obbligato anche alla luce dei cambiamenti che la pandemia ha imposto, accelerando di fatto alcune trasformazioni dell’assetto economico, sociale e istituzionali che erano già in atto.

E’ su questi temi che si sono confrontati oggi centoventi delegati e delegate della Cgil del Trentino riunitesi al Teatro Comunale di Pergine per l’assembla di organizzazione della confederazione di Via Muredei. Un momento di confronto che rappresenta l’iter conclusivo di momenti assembleari che nell’ultimo mese hanno coinvolto tutte le categorie della Cgil e che proseguirà in tutta Italia fino a dicembre concludendosi con l’assemblea di organizzazione della confederazione nazionale.

All’assise a preso parte il segretario confederale nazionale Roberto Ghiselli.

 

Delegati e delegate hanno discusso le udici schede tematiche che compongono il documento nazionale, ed in particolare confrontandosi su come migliorare, cambiare e rendere più rispondente ai tempi il funzionamento del sindacato, il suo ruolo di rappresentanza nel mondo del lavoro e nella società, l’articolazione dei servizi e l’offerta di tutele.

 

Accanto alle questioni nazionali il confronto si è concentrato anche sui temi locali. Si è discusso in particolare di come declinare l’azione del sindacato trentino all’interno di tre temi chiave: l’assetto autonomistico delle istituzioni e della finanza locale, la collocazione geografica dentro un territorio alpino e le specifiche vocazioni economiche e produttive. Dunque un progetto di riorganizzazione dell’azione sindacale per ripensare il territorio, anche alla luce delle complessità legate al cambiamento climatico e alla transizione ecologica, e riconnettere la comunità, favorendo la partecipazione sia nei luoghi di lavoro sia nei diversi segmenti sociali.

Per concretizzare questi obiettivi la Cgil del Trentino si è data alcuni impegni. In primo luogo la valorizzazione dei meccanismi unitari nella rappresentanza delle istanze sociali che emergono a livello locale, per favorire la partecipazione ai processi di contrattazione sociale. Sempre nel solco di una visione più unitaria Via Muredei immagina anche di rafforzare il coordinamento dei servizi a tutela individuale che oggi il sindacato eroga, dall’assistenza fiscale al patronato, creando sinergie per consentire una presenza capillare su tutto il territorio, anche nelle aree più periferiche o decentrate, ampliando e diversificando i servizi all’utenza.

Altra questione centrale è ringiovanire il sindacato, partendo dai quadri dirigenti e allo stesso tempo, valorizzare all’interno dell’organizzazione le differenze, di genere, di orientamento sessuale, ma anche di provenienza culturale con un maggior coinvolgimento di lavoratori stranieri.

Su questo stesso ambito si pone l’obiettivo di ampliare la formazione interna perché sindacalisti e sindacaliste sempre più competenti sono indispensabili per mantenere e aggiornare competenze utili a leggere e gestire i cambiamenti del mercato del lavoro e i bisogni sociali.

Dunque il rafforzamento, anche dentro una cornice unitaria, dell’attività di ricerca dei processi economici e sociali, con forme di collaborazione strutturata con enti e istituti locali, a partire dall’Università di Trento.

Infine il tema ambientale che deve diventare centrale nell’attività quotidiana del sindacato, puntando ad un’organizzazione dell’attività che limiti in modo crescente l’impatto ambientale.

Il documento trentino è stato votato e approvato.

 

L’assemblea dei delegati e delle delegate hanno anche approvato un ordine del giorno su ddl Zan stigmatizzando quanto accaduto ieri in Senato. “Una dimostrazione di grave arretratezza e cinico opportunismo di una classe politica lontana alla sensibilità della stragrande maggioranza della popolazione”.

 

 

Nel pomeriggio c’è stato spazio anche per riflettere sull’impatto della pandemia sul mondo del lavoro e nella nostra comunità con il contributo del vicepresidente dell’Ordine dei medici, Paolo Bortolotti. Di emergenza sanitaria, diritto alla salute ha parlato Fabrizio Tosini di Emergency soffermandosi non solo sull’attività della onluns nei più drammatici contesti di guerra ma anche nel nostro paese durante la pandemia e l’impegno per l’accesso ai vaccini per tutti.

IN ALLEGATO IL DOCUMENTO NAZIONALE, LA SCHEDA TRENTINA E LE INTEGRAZIONI ALLE 11 SCHEDE NAZIONALI

Pergine, 28 ottobre 2021

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