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Riforma Progettone. Al via le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori

Cgil Cisl Uil : “La riforma va migliorata profondamente e il sostegno ai soggetti deboli non si tocca”. Pronti a mobilitarsi se necessario


La riforma del Progettone va migliorata profondamente. Per farlo i sindacati sono pronti anche a mobilitare i lavoratori e le lavoratrici. A breve, infatti, partirà un ciclo di assemblee per condividere con le maestranze le strade da intraprendere. “Il Progettone va cambiato e adattato ai tempi. Quella proposta dalla Giunta, però, non è la nostra riforma, ma una proposta su cui non è stato possibile costruire un reale percorso di concertazione. Ora il testo va reso migliore in aula anche col supporto delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci spenderemo perché vengano accolte le nostre proposte”, affermano Maurizio Zabbeni, Lorenzo Pomini e Walter Largher, che per Cgil Cisl Uil del Trentino hanno seguito l’iter del ddl. “Siamo pronti a mobilitare lavoratrici e lavoratori” - dicono i tre sindacalisti insieme ad Elisa Cattani, Katia Negri e Fulvio Giamo, segretari delle categorie che seguono il comparto, Flai, Fai e Uila – perché il Progettone è di tutti i lavoratori, quelli che vi operano e quelli che potranno essere coinvolti in futuro”.
Le tre sigle condividono alcune delle finalità che hanno ispirato il testo ed in particolare la scelta di rivedere l’impianto generale del Progettone garantendo solidità e certezza giuridica al sistema degli affidamenti al terzo settore e introducendo più forti politiche attive del lavoro. Su una questione, però, sono netti: la finalità sociale e il sostegno ai soggetti deboli, che non potranno reinserirsi sul mercato del lavoro, deve restare un punto fermo e va scritto in modo chiaro e trasparente in legge, senza sfumature o ambiguità. “Non ci convincono le giustificazioni tecniche date dagli uffici. E’ una scelta politica di cui la Giunta deve assumersi la responsabilità.
Tra i punti di maggiore distanza il tema dell’individuazione dei profili che potranno accedere al Progettone. Per Cgil Cisl Uil deve essere introdotto in legge il meccanismo dell’intesa con le parti sociali, ma la Giunta ha preferito la formula, più blanda e non vincolante, della “proposta”.
I sindacati chiedono poi che la legge preveda una clausola sociale che tuteli le lavoratrici e i lavoratori del Progettone in eventuali passaggi tra soggetti incaricati e il reinserimento nella misura se la ricollocazione sul mercato del lavoro fallisse. “In questo caso le modifiche accolte dalla Giunta vanno nella giusta direzione, ma mancano in legge aspetti realmente vincolanti, quindi rischia di trasformarsi in un nulla di fatto”.
Infine la questione delle risorse. Cgil Cisl Uil pretendono uno stanziamento certo in legge sul Progettone e le politiche di age management. “Dobbiamo costruire una buona riforma che dia risposte adeguate ai tempi, non un provvedimento di facciata che ricade sui più deboli”, concludono le sindacaliste e i sindacalisti.

 

 

Trento, 26 aprile 2022

 

 

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