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La Legge 5 sulla scuola è un’architettura solida da conservare

Qualsiasi riforma deve partire da un’idea dichiarata e condivisa che abbracci più piani: legislativo, contrattuale, di welfare

A leggere le dichiarazioni di questo primo scorcio di 2026, provenienti da varie direzioni, sembra che vi sia la volontà di mettere in discussione la legge provinciale n. 5 del 2006, la legge sulla scuola in Trentino. Se questa è l’idea noi non siamo d’accordo. Il dispositivo quest’anno compie vent’anni e certamente va guardato e compreso attraverso la lente di una contemporaneità che negli ultimi anni ha subito un’accelerazione inedita, concependo interventi più organici e calibrati rispetto a quelli estemporanei e limitati apportati in concitati momenti di bilancio del ventennio alle spalle, ma a nostro avviso la legge rimane un’architettura molto solida nelle sue parti fondanti, frutto di un lavoro corale e serio che conserva inalterato il proprio valore strutturale.
Concentrarsi sulla legge 5 poi restituisce una visione quanto meno parziale in quanto qualsiasi progetto di riforma deve partire da un’idea, da un nucleo ideale esplicito e dichiarato attorno al quale ragionare e sviluppare gli interventi, che però allo stato attuale non vediamo né da parte dell’assessorato né da parte del dipartimento Istruzione. Un progetto di riforma va poi declinato su più piani, non di meno quello dei contratti collettivi – fermi nella loro parte giuridica ormai da anni – e oltre alla legge 5 dovrà senz’altro investire la Legge provinciale 13 sulla scuola dell’infanzia nonché coinvolgere l’assessorato alla famiglia per calibrare gli interventi in materia di welfare, sostegno alla genitorialità, conciliazione e via dicendo.
In buona sostanza, se in mancanza di un nucleo ideale, il progetto è di avviare una stagione di lavoro serio, serrato, ampio, condiviso e fattivo per sviluppare un nuovo modello organizzativo della scuola e dell’istruzione più aderente alle esigenze degli studenti, dei docenti e delle famiglie con obiettivi dichiarati, espliciti nei punti nodali e condivisi dagli attori in gioco, allora noi siamo pronti a fornire il nostro contributo – contributo che peraltro non abbiamo mai fatto mancare in termini di idee e proposte spesso rimaste lettera morta e inascoltate. Se al contrario si intende stravolgere o, peggio, rottamare un impianto legislativo di valore come la Legge 5 a favore di un non ben precisato progetto legislativo usa e getta, o si intende rimanere nel solco di modifiche estemporanee, superficiali e disorganiche, noi come FLC CGIL siamo totalmente contrari.

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Trento, 7 gennaio 2026

 

 

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