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Mercato del lavoro. Nel 2025 disoccupazione in calo al 2,2% in Trentino

Nonostante il rallentamento della crescita economica, record di occupati a quota 254mila e tasso di inattività in riduzione. Per Cgil Cisl Uil del Trentino “va data priorità alla qualità dei posti di lavoro e alla gestione delle transizioni"

Sono stati solo 5.800 in media i disoccupati tra 15 e 74 anni durante il 2025 in Trentino, contro i quasi 7.000 del 2024. Lo certifica l’Istat che ha pubblicato i dati sulle forze di lavoro in Italia del quarto trimestre dello scorso anno insieme ai valori medi dell’intero 2025. Per la nostra provincia i risultati sono lusinghieri e dimostrano come, nonostante il rallentamento dell’economia locale, i livelli di occupazione migliorino ulteriormente, a partire appunto dai dati su chi cerca lavoro. Tanto che nel 2025 il tasso di disoccupazione è sceso al 2,2% rispetto al 2,7% del 2024, con un performance migliore anche dell’Alto Adige dove il numero dei senza lavoro risulta ancora più basso (1,8% degli attivi tra 15 e 74 anni) ma con una riduzione inferiore visto che tra Salorno e il Brennero la disoccupazione nel 2024 era stata del 2%. Si riduce anche il tasso di disoccupazione di chi resta senza lavoro più di dodici mesi continuativi: nel 2025 i disoccupati di lunga durata sono stati solo lo 0,5% dell'intera forza lavoro provinciale, in calo rispetto allo 0,7% del 2024, con un dato secondo solo a quello di Bolzano.
Unica nota negativa è quella della disoccupazione femminile che lo scorso anno è cresciuta leggermente rispetto al 2024, passando dal 3 al 3,1% trainata in particolare dai dati dell’ultimo trimestre quando le donne in cerca di lavoro sono risultate il 3,4% contro il 2,9% registrato tra ottobre e dicembre 2024.
Ma, paradossalmente, a spiegare questo fenomeno c’è, in primo luogo, un ulteriore aspetto positivo del mercato del lavoro trentino. Infatti nel 2025 il tasso di inattività, ovvero la percentuale di popolazione tra 15 e 64 anni che non è disponibile al lavoro o non cerca occupazione perché scoraggiata, nel corso del 2025 è calato al 26,4% rispetto al 26,7%, trainato dal dato della componente femminile. Le donne inattive in Trentino infatti sono diminuite dal 32,2% del 2024 al 30,6% del 2025. In pratica l’aumento delle disoccupate lo scorso anno è dovuto in massima parte al fatto che molte più donne cercano attivamente lavoro.
Anche i livelli di occupazione aumentano in Trentino sia in generale che per le donne. Tanto che lo scorso anno si è chiuso con un nuovo record di occupati a quota 254mila con un tasso di occupazione complessivo in crescita dal 71,2% del 2024 al 71,9% del 2025 e una performance ancora migliore dell’occupazione femminile che in un anno passa dal 65,8% al 67,2%. Sono infatti le donne e il lavoro dipendente, in particolare quello stabile, a portare in alto i dati dell’occupazione trentina.
Lo scorso anno le occupate sono cresciute di ben 3mila unità attestandosi a quota 116.800, a fronte di un incremento meno significativo dei maschi (+700 unità con un totale di occupati pari a 137.300). Seppur in calo (80,8% nel 2025 contro 82,1% nel 2024) il tasso di occupazione delle giovani donne tra 25 e 34 anni resta a livelli record in Trentino rispetto alle altre regioni italiani, mentre tra i 35 e 44 anni le occupate crescono attestandosi lo scorso anno al 78,8%.
Come detto cresce anche il numero di lavoratori dipendenti sul totale di chi è occupato. Nel 2025 sono stati ben 210mila gli occupati alle dipendenze rispetto ai 201.600 dell’anno precedente. Tra questi ben 174.300 sono lavoratori con un contratto a tempo indeterminato, in crescita rispetto ai 163.100 del 2024. Al contrario calano i lavoratori che dichiarano di essere assunti a termine: nel 2025 sono stati 35.700 rispetto ai 38.600 dell’anno prima.
“I dati registrati da Istat sono sicuramente lusinghieri per il Trentino - commentano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher - ma questo non deve distrarci dal vero obiettivo che il sistema produttivo locale deve perseguire: un miglioramento costante della qualità dei posti di lavoro offerti dalle nostre imprese non più solo riguardo alla stabilità dei contratti, ma anche rispetto ai livelli retributivi e professionali. Tutto questo passa attraverso la crescita dimensionale delle imprese e dipende sempre di più dalla loro capacità di fare rete e di investire risorse sull’innovazione spostandosi verso la frontiera dello sviluppo tecnologico, mentre su lato dei lavoratori bisogna garantire al Trentino strumenti di tipo scandinavo per sostenere le transizioni. Per questo crediamo sia urgente dare concretezza all’impegno di definire politiche di sviluppo che puntino sull’industria e sul terziario avanzato anche in Trentino. Il confronto sul piano industriale lanciato dalla Giunta Fugatti ora deve dare risposte concrete su questo punto, non si può temporeggiare ”.

Trento, 13 marzo 2026

 

 

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