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Referendum. No ad una riforma che non migliora la vita dei cittadini e non risolve i veri problemi d

Appello al voto del comitato della società civile per il No. “Recarsi alle urne è un atto di responsabilità”

Referendum. No ad una riforma che non migliora la vita dei cittadini e non risolve i veri problemi d

Domenica e lunedì, 22 e 23 marzo, si vota il referendum sulla giustizia: l’invito del comitato della società civile è votare NO per difendere la Costituzione e l’indipendenza della magistratura. A pochi giorni dall’apertura dei seggi Acli, Arci, Anpi, Cgil e Udu oggi pomeriggio hanno ripercorso le tappe di questa breve campagna referendaria, sottolineando ancora una volta le ragioni per cui la riforma Meloni Nordio va fermata alle urne con il voto delle cittadine e dei cittadini. Un punto su cui ha insistito anche Lara Ghiglione della segreteria nazionale della Cgil oggi a Bolzano e Trento nell’ambito delle iniziative conclusive per sostenere il “no”.

Ghiglione, nota per il suo impegno sui temi della legalità, della sicurezza sul lavoro e dei diritti, è intervenuta sulle questioni legate alla presenza delle mafie nell'economia legale, ribadendo come proprio questi temi richiedano di votare no al referendum. La sindacalista ha ribadito anche come questa riforma non dia risposte alle criticità di cui soffre il sistema della giustizia italiana. Soprattutto, ha sottolineato, il testo rischia di alterare l’equilibrio tra i poteri e di intaccare l’autonomia della magistratura, così come sono stati sanciti dalla Costituzione. “Non possiamo mettere in discussione gli equilibri che sono stati decisi e appunto il lavoro che è stato fatto in questo Paese. Quindi l'appello che faccio è di andare a votare perché c'è molto più a rischio della legittima aspettativa di qualche magistrato e di qualche magistrato, c'è a rischio la democrazia e la libertà nel nostro Paese, perché di fatto questo è il quadro fosco che si sta profilando”.

Temi questi ripresi anche dai rappresentanti di Acli, Anpi, Arci e Udu, rispettivamente Walter Nicoletti, Mario Cossali, Andrea La Malfa e Diego Cirillo, presenti alla conferenza stampa.

La riforma Meloni Nordio - è stato ribadito oggi pomeriggio - non va bene perché non dà risposte ai bisogni del Paese, non riduce i tempi dei processi né rafforza gli organici della Giustizia. La riforma infatti non interviene in alcun modo sul funzionamento della giustizia e ne lascia del tutto irrisolte le problematiche.

Nei fatti - è stato chiarito - la separazione delle carriere esiste già dal momento che già oggi il passaggio tra la funzione inquirente e quella giudicante è permessa una sola volta nella carriera di un magistrato. Al contrario separare le carriere potrebbe snaturare la pubblica accusa e rendere più vulnerabili gli imputati senza grandi risorse.

Sonora bocciatura anche per il metodo adottato: non si può cambiare – è stato detto a più voci - la Costituzione per volontà “inemendabile” del Governo. Su questo testo il dibattito parlamentare è stato ridotto al minimo e non sono state ammesse modifiche.

Infine è importante ricordare che l’indipendenza della magistratura tutela tutti i cittadini ed è una garanzia di uguaglianza per tutti.

Il rappresentante di Udu, Cirillo, si è soffermato sull’impossibilità di molti giovani studenti fuori sede di esprimere il proprio voto, perché il Governo non ha previsto la possibilità di votare ai seggi delle città dove si studia o lavora. Non a caso sono oltre un centinaio le richieste arrivate alla Cgil per essere nominati rappresentanti di lista, un escamotage che consentirà a queste e questi giovani di potersi esprimere.

La campagna referendaria si chiuderà venerdì pomeriggio alle 17 in piazza D’Arogno a Trento dove i diversi comitati per il No danno appuntamento alla cittadinanza per un ultimo momento di condivisione e convivialità.

 

Trento, 18 marzo 2026

 

 

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