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Centro Santa Chiara. Accordo trovato sulle maschere

Ritirato lo sciopero in programma domani. Sindacati: intesa su indennità e arretrati. Il tavolo di confronto resta aperto. Il nostro obiettivo è migliorare le condizioni di questi addetti. Basta con la retorica dei lavoretti

Centro Santa Chiara. Accordo trovato sulle maschere

E’ stato trovato poche ore fa l’accordo tra Slc Cgil e UilFpc con CLA e la Cooperativa CSU per le maschere del Centro culturale Santa Chiara. Lavoratrici e lavoratori hanno ottenuto il riconoscimento, per tutti,dell’indennità di 42 centesimi l’ora e il pagamento degli arretrati per i mesi da febbraio ad aprile. Le somme verranno erogate con la busta paga di maggio.

Raggiunta l’intesa lavoratori e sindacati hanno deciso di ritirare lo sciopero in programma domani, 23 maggio. Per le due sigle, però, il tavolo resta aperto. Con l’accordo di oggi si raggiunge un risultato importante, ma le questioni aperte restano ancora diverse, come spiegano Norma Marighetti e Alan Tancredi che per Slc e Uil Fpc hanno seguito la trattativa. “Oggi dobbiamo dare atto alle lavoratrici e ai lavoratori della loro tenacia per il riconoscimento della dignità del loro lavoro. Si è aperto un braccio di ferro su una somma, peraltro prevista dal contratto, di un’entità bassissima. Abbiamo, però, affermato un duplice principio: che tutti gli addetti che svolgono lo stesso ruolo e hanno lo stesso contratto non possono essere trattati in modo diverso in base alla durata del contratto. Inoltre abbiamo voluto andare oltre, anche simbolicamente, a questa retorica del lavoretto. Basta affermare che fare le maschere è solo un lavoretto. Questo non è una motivazione per non rispettare i contratti e la dignità di chi svolge con impegno questo compito garantendo che ogni sera si alzi il sipario”.

Resta aperto il nodo della formazione su sicurezza e antincendio, la questione della correttezza delle buste paga, ma anche della durata dei contratti a tempo determinato, oggi limitati anche solo a due settimane. “C’è l’impegno a ritrovarsi la prima settimana di giugno per proseguire con il confronto. Auspichiamo che l’apertura registrata in questi giorni prosegua anche nei prossimi incontri, segnando un cambio di modalità nelle relazioni sindacali”, insistono Marighetti e Tancredi.

Sullo sfondo resta il tema più ampio degli appalti. “La storia delle maschere è la storia di molti lavoratori del mondo della cultura anche in Trentino, tutti addetti in appalto che molto spesso fanno fatica a vedere riconosciute tutele e diritti. Troppo spesso di gara in gara le condizioni peggiorano e si cerca sempre qualche cavillo per tagliare il costo del lavoro o aumentare la precarietà a danno delle lavoratrici e dei lavoratori. Riteniamo sia arrivato il momento di aprire un confronto serio sull’internalizzazione. A cominciare proprio dalle figure delle maschere”, concludono i due sindacalisti.

 

Trento, 22 maggio 2026

 

 

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