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Dolomiti Energia: sciopero totale al call center, trattativa ancora aperta

Il nodo principale resta il contratto di riferimento. Fiom e Slc vogliono garantire condizioni economiche e normative non inferiori al Ccnl dei metalmeccanici

Oggi le lavoratrici e i lavoratori del Trentino di GPI addetti al call center di Dolomiti Energia hanno scioperato le ultime due ore di ciascun turno di lavoro. L'adesione è stata totale. Un risultato che parla da solo: chi lavora su questa commessa sa che cosa c'è in gioco e ha scelto di dirlo con chiarezza. Lo sciopero era stato proclamato dalla Fiom-Cgil del Trentino contro la precarietà e per difendere i salari, per mantenere il CCNL Metalmeccanici come contratto di riferimento per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori impiegati nell'appalto, per l'intera durata dello stesso, e contro l’annunciato svuotamento dell’appalto che porterebbe il lavoro fuori dal Trentino per pagarlo meno.

Sempre oggi si è svolto il secondo incontro sul cambio appalto con LUO Srl, alla presenza delle RSU Fiom di GPI, della Fiom e della SLC del Trentino e delle altre organizzazioni sindacali di categoria del Trentino, di Milano e di Monza, oltreché con la presenza di GPI e di Dolomiti. LUO ha annunciato di voler assumere l'intero personale uscente mantenendo il contratto a tempo indeterminato, il monte ore individuale e la retribuzione annua lorda, questioni peraltro rese obbligatorie dal contratto d’appalto che parla espressamente di passaggio diretto dei lavoratori con mantenimento anche dell’anzianità di servizio.

Il nodo principale resta il contratto di riferimento, il metalmeccanico, che LUO non intende applicare nonostante sia espressamente previsto anch’esso dal contratto d’appalto, in applicazione della legge provinciale 2/2016 e delle delibere della Giunta provinciale. Fiom e SLC hanno insistito sull’obbligo per il soggetto appaltatore di garantire condizioni economiche e normative non inferiori a quelle del CCNL metalmeccanici per tutto il personale, compresi i futuri assunti e i futuri aumenti contrattuali. Su questo LUO ha continuato a fare resistenza, e Dolomiti Energia — committente dell'appalto e soggetto direttamente obbligato dalla normativa provinciale — tace ancora una volta. Al termine dell'incontro la Fiom ha inviato a LUO una proposta di accordo che formalizza questi principi, comprensivi di indennità di appalto, trattamenti normativi di miglior favore, previdenza integrativa, sanità integrativa e welfare contrattuale.

Anche sul piano degli inquadramenti la posizione di LUO resta inaccettabile: la proposta di collocare le lavoratrici e i lavoratori al terzo livello TLC contrasta con la corrispondenza tra il C2 metalmeccanico — livello attuale di tutto il personale uscente — e il quarto livello TLC. Nessuno può essere retrocesso professionalmente in un cambio appalto. Sulla questione dello smart working per il personale di Assago, che verrebbe trasferito a Concorezzo, LUO non ha assunto alcun impegno nonostante la richiesta convergente di tutti i sindacati presenti.

Il tavolo è aggiornato. Fiom-Cgil del Trentino e SLC-Cgil del Trentino continueranno a seguire la trattativa con la stessa determinazione dimostrata oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori.


Trento, 26 maggio 2026

Fiom-Cgil del Trentino – SLC-Cgil del Trentino

 

 

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