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Consenso: si riapra subito il dibattito. Non è una questione politica, ma di civiltà

Cgil Cisl Uil: spostare il baricentro sulla condotta della vittima anziché sull'assenza di consenso è un passo indietro culturale e giuridico

Cgil Cisl Uil del Trentino esprimono il proprio pieno sostegno alla proposta della consigliera provinciale Calzà di portare in aula una presa di posizione del Consiglio provinciale contro il disegno di legge che modifica l'art. 609-bis del Codice Penale sul reato di violenza sessuale.

La decisione di rinviare la discussione rappresenta un segnale che ci preoccupa. Quando si parla di consenso, di libertà e di tutela delle donne, non possono esserci tatticismi politici o rinvii dettati da equilibri di maggioranza. È necessario assumersi una responsabilità pubblica e istituzionale.

Il consenso non è un tema ideologico. È il principio cardine che distingue una relazione libera da una violenza.

Per questo CGIL CISL e UIL del Trentino ritengono che ogni tentativo di modificare l'attuale formulazione normativa, spostando nuovamente il baricentro sulla condotta della vittima anziché sull'assenza di consenso, rappresenti un passo indietro culturale e giuridico.

Come organizzazioni sindacali siamo quotidianamente impegnate nel contrasto alle molestie e alle violenze nei luoghi di lavoro con la formazione delle delegate e dei delegati, la contrattazione e le iniziative di sensibilizzazione. Sappiamo quanto sia difficile, per una donna, denunciare una violenza e quanto sia importante che le istituzioni inviino messaggi chiari, inequivocabili e coerenti.

Dobbiamo riaffermare il consenso come diritto fondamentale e presupposto imprescindibile della libertà delle donne. Solo SI è si

La proposta della consigliera Calzà andava proprio in questa direzione: chiedere al Consiglio provinciale di esprimere una posizione netta a difesa di un principio che riguarda i diritti fondamentali delle donne.

Ci auguriamo che il Consiglio provinciale affronti questo tema senza ulteriori rinvii e con il coraggio che le cittadine e i cittadini si aspettano dalle istituzioni.

Sui diritti fondamentali non si costruiscono mediazioni al ribasso.

Il consenso non è una questione politica.

È una questione di libertà, di dignità e di rispetto.

 

 

 

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