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Farmacie comunali. Intesa raggiunta sul contratto nazionale

Aumenti in busta paga di 220 euro, a cui si aggiungono nuove indennità professionali Sindacati: l’accordo riconosce finalmente il cambiamento intervenuto in questo settore. Valorizzati i livelli più bassi

A tre mesi di distanza da uno sciopero che ha visto in Trentino un’adesione pressoché totale, è stata finalmente raggiunta l’intesa per il rinnovo del contratto nazionale delle farmacie comunali. L’accordo è stato sottoscritto da Filcams, Fisascat e Uiltucs con Assofarm e riguarda in provincia 26 farmacie comunali e un dispensario.

Il nuovo contratto interviene in maniera significativa sia sulla parte economica sia su quella normativa, con particolare attenzione anche alle lavoratrici e ai lavoratori inquadrati contrattualmente ai livelli più bassi.

Sul piano economico, l'aumento arriva a 220 euro mensili a regime al 1° livello. Previsti inoltre una una tantum di 500 euro al 1° livello e un meccanismo di adeguamento salariale nel caso in cui l’andamento dell’inflazione superasse le previsioni. Dal 1° ottobre 2026 sarà introdotta anche una indennità professionale di 30 euro mensili per i farmacisti, cui si aggiungono 20 euro mensili per i farmacisti vaccinatori che partecipano effettivamente alle attività vaccinali.

Importanti anche le novità normative: aumentano le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, che passano al 40% e, oltre le 96 ore annue, al 60%; un riconoscimento concreto del disagio e della disponibilità richiesti a chi lavora nelle giornate normalmente dedicate al riposo.

Sul fronte del part-time, l’accordo stabilisce che il lavoro a tempo parziale non può essere inferiore a 16 ore settimanali.

Avanzamenti anche sul fronte della conciliazione vita famiglia con il miglioramento dei congedi per maternità e parentali.

Anche in Trentino i segretari generali di Filcams, Fisascat e Uiltucs esprimono soddisfazione per un rinnovo che ha raggiunto un buon punto di accordo sul piano salariale, ma che ha fatto passi avanti importanti sul riconoscimento del centrale che farmaciste e farmacisti svolgono, con sempre maggiore diffusione e presenza, come presidio sanitario di prossimità. “Farmaciste e farmacisti negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più centrale nell’assistenza territoriale, ampliando attività e servizi. Fino ad oggi queste professionalità non avevano un adeguato riconoscimento contrattuale. Con questa intesa si va concretamente in questa direzione”, commentano Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Vassilios Bassios.

Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori che saranno chiamati ad esprimersi sull’intesa nel passaggio assembleare.

 



Trento
, 17 giugno 2026

 

 

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