Treni soppressi e biciclette lasciate a terra
I cittadini non possono pagare il conto dei disservizi
La mobilità sostenibile non può essere promossa soltanto a parole. Chi sceglie di viaggiare in treno con la propria bicicletta deve poter contare su un servizio affidabile, anche quando si verificano imprevisti. Una recente segnalazione ricevuta da Federconsumatori del Trentino evidenzia una situazione paradossale. Il 20 settembre, quattro viaggiatori che avevano programmato il rientro da Bassano del Grappa a Calceranica con il treno delle 17.25 si sono trovati di fronte alla soppressione della corsa. Il trasporto delle biciclette era stato prenotato telefonicamente attraverso il servizio indicato da Trentino Trasporti, mentre i biglietti erano stati acquistati presso la stazione di Bassano del Grappa. Il servizio sostitutivo con autobus non è risultato sufficiente per tutti i passeggeri e non consentiva il trasporto delle biciclette. Neppure il treno successivo delle 19.25 ha garantito una soluzione, poiché ai viaggiatori è stato rifiutato l'accesso con le biciclette. I viaggiatori hanno dovuto organizzarsi autonomamente per rientrare. Le biciclette sono state recuperate grazie alla disponibilità di un altro passeggero, che ha contattato un amico di Levico, arrivato a Bassano con un furgone. Una soluzione trovata esclusivamente grazie alla solidarietà tra cittadini, senza alcun intervento organizzato dall'impresa di trasporto. E’ accettabile che, dopo aver prenotato e pagato un servizio, i cittadini debbano arrangiarsi per raggiungere la propria destinazione, sostenendo ulteriori costi e accumulando ore di ritardo? Ai passeggeri è stato anche negato il rimborso che hanno chiesto.
La vicenda pone anche una questione più generale. Sulla linea della Valsugana, durante luglio e agosto, la capacità di trasporto viene potenziata fino a 36 biciclette per treno, mentre negli altri mesi torna ordinariamente a sei posti. Settembre sta assumendo sempre più le caratteristiche di un mese estivo, con condizioni climatiche che favoriscono il cicloturismo e l'utilizzo delle piste ciclabili anche oltre il tradizionale periodo delle vacanze. Federconsumatori chiede di valutare il mantenimento della capacità di 36 biciclette per treno anche durante settembre, adeguando il servizio alle effettive esigenze dei viaggiatori. In caso di soppressione di un treno sul quale è stato prenotato il trasporto delle biciclette, il servizio sostitutivo deve prevedere una capacità adeguata al numero dei passeggeri e soluzioni concrete anche per le biciclette, senza scaricare sui cittadini l'onere di organizzare autonomamente il rientro. Il problema riguarda anche le persone con disabilità o mobilità ridotta. Come viene garantito il loro diritto al trasporto quando un treno viene sostituito da un autobus non accessibile? Un servizio pubblico non può considerarsi sostitutivo se lascia a terra una parte dei viaggiatori. Federconsumatori del Trentino chiede alle imprese ferroviarie interessate e alla Provincia autonoma di Trento di garantire servizi sostitutivi adeguati, un'assistenza tempestiva e una chiara individuazione delle responsabilità nella gestione dei disservizi. Chiede inoltre che siano riconosciuti i rimborsi e gli indennizzi spettanti ai passeggeri, valutando anche le eventuali spese aggiuntive documentate sostenute per raggiungere la propria destinazione. Il tempo dei cittadini ha un valore. Chi sceglie il trasporto pubblico non può essere costretto a perdere ore, sostenere ulteriori costi e cercare autonomamente soluzioni a problemi che non ha provocato. La mobilità sostenibile deve essere un'alternativa concreta e affidabile, non una promessa che viene meno alla prima difficoltà.
