Arconvert. Preoccupazione tra i lavoratori in assemblea
Mele (Slc Cgil): siamo di fronte ad una crisi di settore, abbiamo però rassicurazioni su mantenimento investimenti per lo stabilimento trentino
Erano moltissimi i dipendenti che oggi pomeriggio hanno partecipato all’assemblea in Arconvert. La notizia della cassa integrazione, comunicata ieri alla sigle sindacali e alla Rsu, ha creato preoccupazione tra gli addetti dello stabilimento trentino, c’è però l’auspicio che si tratti di una fase transitoria, perché ad oggi tutti gli investimenti sul sito sono stati confermati. “L’avvio di una nuova procedura di cassa integrazione, che riguarda anche reparti centrali come quello delle spalmatrici, suscita preoccupazione – ammette Antonio Mele che per Slc Cgil segue il settore -. La situazione è delicata perché siamo in un momento di difficoltà che coinvolge tutto il comparto delle etichette. Proprio per questa ragione abbiamo scelto, come primo passo, di confrontarci con le lavoratrici e i lavoratori in assemblea, per dare alla notizia la giusta contestualizzazione. Ad oggi i vertici aziendali hanno dato garanzia che gli investimenti programmati su Arconvert sono confermati e dunque i piani futuri non cambiano. Si stanno facendo prove tecniche di nuovi prodotti che dovrebbero portare nuovi prodotti e dunque una ripresa degli ordini. Siamo consapevoli della congiuntura negativa, dunque, la nostra attenzione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà massima”.
Dalla prossima settimana, dal 14 al 21 ottobre, si fermerà la spalmatrice 4, mentre dal 26 ottobre al 02 novembre si fermerà l'intero reparto. La cassa riguarderà anche i reparti allestimento e servizi/carico. Sul reparto allestimento verranno fermati per tutta la settimana lavorativa 5 impianti su 15. Sul reparto servizi si fermerà un solo impianto per turno che porterà ad una riduzione della forza lavoro, più una unità al carico.
Questa situazione critica si protrarrà per tutto il mese di ottobre con aggiornamenti settimana per settimana e le previsioni su novembre non sono positive.
A pagare il conto più alto saranno, purtroppo, i lavoratori somministrati, perché maggiormente presenti nei reparti coinvolti dalla cassa. “Ci preoccupa la situazione dei contratti in somministrazione, ennesimo anello debole con poche tutele contrattuali di continuità. Dal nostro punto di vista sarebbe ora di intervenire a livello locale e nazionale per arginare queste precarietà”.
La cassa integrazione coinvolge anche altri stabilimenti del gruppo Fedrigoni. “Chiederemo un incontro a livello nazionale per approfondire ulteriormente la situazione, anche come coordinamento di gruppo. Da parte nostra niente verrà sottovalutato”, conclude Mele.
Trento, 9 ottobre 2026
