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La Giunta riduce le politiche per la casa ad una lotteria

Indignazione di Cgil Cisl Uil: di fronte ad un’emergenza servono misure strutturali non click day

“Di fronte all’emergenza abitativa che pesa sul Trentino non si possono mettere in atto misure come quella dell’ultimo bando casa. Né più né meno di una lotteria dove l’unica discriminante, a parità di requisiti, è il fattore fortuna. E’ un esempio di pessima declinazione della nostra Autonomia”. Usano toni duri Cgil Cisl Uil, commentando le modalità dell’ultimo bando casa che nella notte tra il 1° e il 2 novembre ha tenuti inchiodati davanti al pc centinaia di giovani e famiglie speranzose di arrivare per primi per guadagnare il sostegno economico. “Se prendiamo atto che esiste un problema casa importante sul nostro territorio, come sembra avere consapevolezza anche l’assessore Marchiori, allora bisogna costruire politiche strutturali stabili e di lungo periodo per rispondere a questo bisogno, sulla base di criteri equi e stanziando le necessarie risorse – fanno notare Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Largher -. L'esempio è la provincia di Bolzano che, da oltre dieci anni, ha creato un sistema di incentivi e sostegni per le famiglie che vogliono acquistare casa in Alto Adige: chi ha i requisiti accede all’aiuto, non chi è più veloce o più fortunato. La casa è un bene importante e le spese relative ad acquisto e affitto incidono in modo pesante e crescente sui redditi delle famiglie. Avere politiche strutturali vuol dire mettere in atto anche misure che contrastino l’impoverimento di fasce sempre più ampie della nostra comunità e che ne rafforzino la tenuta sociale. Dall’Autonomia ci attendiamo maggiore capacità di programmazione e innovazione”.
Esiste poi un tema legato alla quantità delle risorse stanziate. E’ evidente a questo punto, visto il numero delle domande che resteranno insoddisfatte, che le cifre messe a disposizione non sono sufficienti.

 

 

Trento, 3 novembre 2026

 

 

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